Mafia: Mattarella, per Falcone non era invincibile

L'Amministrazione Comunale di Vasto ha commemorato il venticinquesimo anniversario della strage di Capaci e Via D

L'Amministrazione Comunale di Vasto ha commemorato il venticinquesimo anniversario della strage di Capaci e Via D

Ricorre domani, 23 maggio, il 25° anniversario del barbaro eccidio di Capaci in cui, in un agguato mafioso (saltò per aria un tratto dell'autostrada) persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

L'aula bunker del carcere Ucciardone che segnò il luogo del riscatto dello Stato dopo anni di buio, lì dove venne tenuto il primo maxistorico processo a Cosa nostra è loro: 1000 sono arrivati a Palermo con la nave della Legalità; gli altri, centinaia, vengono dalle scuole della città. Una mafia stragista, diretta da Toto Riina, che non ha ottenuto quello che pensava e che mostra quindi la sua forza rispetto allo Stato.

I dirigenti della Cisl IrpiniaSannio invitano tutte le forze sociali, politiche e religiose a confrontarsi apertamente per trovare, in questi nostri territori interni, azioni condivise e concrete per rilanciare la legalità ed il lavoro che sono le uniche e vere azioni utili a debellare la Mafia e qualsivoglia sopruso.

Il procuratore della Repubblica Vincenzo Pantaleo, nel rivolgersi ai giovani ha affermato che "voi siete la speranza in un futuro migliore, ma occorre che il nostro esempio vi aiuti ad agire con senso di responsabilità".

La morte di Falcone e Borsellino non si presta ad interpretazioni partigiane; essa è avvenuta sotto gli occhi di tutti, con modalità e per ragioni che tutti conoscono. Sono passati venticinque anni, un quarto di secolo, da quelle stragi e questo rende l'appuntamento più importante, perché c'è l'opportunità di fare un bilancio, di chiederci quale cammino di consapevolezza è stato fatto da allora.

"'La mafia al nord e' realta', basta omerta". Al contrario Paolo Borsellino era molto più dolce, di una umanità impressionante rispetto a Falcone.

Insomma, passano i secoli, cambiano le situazioni e le circostanze, si passa dalla storia antica alla contemporaneità e dalla finzione cinematografica, fino ad arrivare alla cronaca nera italiana, ma la sostanza non cambia: gli eroi sono amati dal popolo, ma paradossalmente avversati da chi fa parte dello stesso potere statale per cui l'eroe idealmente lotta che si dimostra ben lontano dalle esigenze del popolo.

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