Duplice omicidio a Parma. Donadoni: "Ricordo Salomon, era un ragazzo taciturno"

Duplice omicidio a Parma, dove sono state uccise a coltellate una donna di 45 anni e la figlia di 11, entrambe di origini ghanesi. Il ritrovamento macabro è avvenuto in serata: Raymond, uno dei figli della donna che si chiamava Patience Nfum, rincasando ha trovato i corpi senza vita della madre e della sorellina di undici anni Magdalene Nyantakyi.

Raymond Nyantakyi, 25 anni, verso le 21 di martedì è tornato a casa dopo una giornata di lavoro. Il padre e il marito di questa famiglia devastata non era in Italia mentre succedeva la tragedia: è in Inghilterra per ragioni di lavoro.

Di Solomon parla anche l'altro Lucarelli, Alessandro, capitano del Parma anche negli anni in cui il giovane ghanese si aggregò alla prima squadra in A. "Anche io avevo sentito parlare della sua depressione".

LUCARELLI: "SOFFRIVA DI DEPRESSIONE" "Sono senza parole: Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca". Alcuni dei suoi allenatori hanno dichiarato di aver visto un cambiamento nel ragazzo che nell'ultimo periodo appariva depresso. Sapevo dei suoi problemi, e l'ho chiamato in Lega Pro al Cuoiopelli un anno fa. Certo, sottolinea Donadoni, "la prima domanda che mi viene è: perché?". Il fratello, irrintracciabile dal momento del delitto e primo sospettato, è stato rintracciato a Milano e ha confessato: si tratta di Solomon Nyantakyi, ex promessa del calcio. Lo descrivevano come un ragazzo timido ma consapevole delle sue possibilità: a chi gli faceva i complimenti per le doti tecniche lui rispondeva di poter fare molto di più, ma allo stesso tempo spiegava che il calcio era l'unica cosa che sapesse fare bene. E se davvero è stato lui, è difficile capire cosa possa essere passato per la sua testa: "come si può arrivare a un gesto simile, cosa ti passa per la testa". "In condizioni mentali normali un gesto del genere è inconcepibile, alla base ci può essere solo un raptus di follia". "Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia". La carriera calcistica del ragazzo era stata stroncata proprio a causa dei suoi problemi comportamentali. E qualche ex dirigente crociato ora si dispera: "Se non fossimo falliti, chissà se per Nyanta sarebbe finita così".

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