Rinunciano alla battaglia legale

Charlie Gard: la Corte riunita a Londra. Ospedale denuncia “scioccante e disgustosa marea di ostilità e interferenze”

Charlie Gard: la Corte riunita a Londra. Ospedale denuncia “scioccante e disgustosa marea di ostilità e interferenze”

Finisce la battaglia legale su Charlie Gard, il piccolo di 11 mesi affetto da una rara malattia genetica. "Non c'è più tempo", ha spiegato motivando la decisione di ritirare la richiesta di trasferire il figlio negli Stati Uniti per sottoporlo alla tanto discussa terapia sperimentale.

A fine udienza Francis ha potuto solo dire che nessuno può comprendere fino in fondo l'agonia di Chris Gard e Connie Yates: "Nessun genitore avrebbe potuto fare di più". La decisione di abbandonare la lotta è stata presa dopo l'esame delle ultime risonanze magnetiche al cervello del bimbo, ha detto l'avvocato dei Gard al giudice Nicholas Francis dell'Alta Corte di Londra, ultimo in ordine di tempo a dover decidere sulla richiesta di trasferimento. "Le paure peggiori dei genitori sono state confermate dal team internazionale di esperti". Hanno detto che sarebbe inutile e prolungherebbe la sofferenza di Charlie.

Ma è troppo tardi: il trattamento non avrebbe più benefici, c'era una finestra di due mesi. Tristemente per Charlie ora è troppo tardi. "Lasceremo andre nostro figlio con gli angeli" hanno dichiarato i due genitori, Connie e Chris Gard "Charlie non festeggerà il suo primo compleanno ad agosto" hanno aggiunto. Insomma, un risultato che aveva dato speranza ai genitori, ma non condiviso dai medici inglesi che attualmente hanno in cura il piccolo a Londra.

Le hanno tentate tutte, i medici del Great Ormond Street Hospital prima di arrendersi, a febbraio 2017, quando l'encefalopatia ha spezzato ogni speranza e allora si sono opposti all'"accanimento terapeutico" dei genitori, decisi invece a trasferirlo negli Stati Uniti per tentare la cura divenuta accessibile grazie alla raccolta fondi che aveva commosso la Gran Bretagna accumulando oltre un milione di sterline. A questo punto, quasi certamente il denaro verrà utilizzato per aprire una fondazione che porterà il nome di Charlie, e che cercherà di dare il proprio contributo agli altri genitori che si trovano in situazioni simili.

La stampa di tutto il mondo si era interessata alla vicenda, dopo che i genitori erano riusciti a raccogliere con una colletta i soldi necessari per le cure.

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