Gli Stati Uniti si ritirano dall'UNESCO

La sede dell'Unesco in una

La sede dell'Unesco in una

Il premier Benyamin Netanyhau - che è anche ministro degli affari esteri - ha infatti dato istruzioni di "preparare l' uscita di Israele dall'Unesco in parallelo con gli Usa".

Gli Stati Uniti avevano già interrotto gran parte dei finanziamenti all'Unesco dal 2011, quando la Palestina divenne membro dell'organizzazione dell'Onu. Una considerazione che riprende quella esternata dal rappresentante israeliano nell'organizzazione, Carmel Shama-Haconen, che aveva dichiarato: "Negli anni recenti l'Unesco si è trasformato in una bizzarra organizzazione che ha perso le sue orme professionali a favore di interessi politici di certi paesi".

Tillerson avrebbe preso questa decisione già diverse settimane fa e ne avrebbe parlato, a settembre, anche con il presidente francese, Emmanuel Macron, durante un incontro con il presidente statunitense, Donald Trump; Macron stava cercando l'appoggio dell'amministrazione statunitense alla candidata francese, Audrey Azoulay, per il posto di direttore generale, che sarà scelto questa settimana. Gli Stati Uniti - ha precisato il Dipartimento di Stato - intendono diventare in seguito un osservatore permanente della missione per 'contribuire alle visioni, prospettive e competenze americane su alcune delle importanti questioni affrontate dall'organizzazione inclusa la tutela del patrimonio dell'umanità, la difesa della libertà di stampa e la promozione della collaborazione scientifica e dell'educazione'. La portavoce del dipartimento di Stato americano, Heather Nauert, scrive: "Questa decisione non è stata presa alla leggera e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per i crescenti ritardi nei pagamenti nell'Unesco, la necessità di una riforma fondamentale nell'organizzazione e la tendenza anti-Israele".

Nuovo colpo di scena dell'amministrazione Trump: gli Stati Uniti lasciano l'Unesco. Gli Stati Uniti sono poi tornati a farne parte nel 2002. Per il Cremlino, la decisione americana è 'una notizia triste'. "Il Met rimane profondamente intenzionato ad avere rapporti produttivi con l'Unesco e con i colleghi in tutto il mondo che condividono questo importante obiettivo".

"La decisione del presidente Trump è coraggiosa e morale - ha detto Netanyahu sempre secondo il suo ufficio - perché l'Unesco è diventato un teatro dell'assurdo e perché, piuttosto che preservare la storia, la distorce". Ancora, si tratta di una scelta che allontana gli Usa dai suoi alleati, e che arriva dopo la rottura sugli accordi di Parigi riguardanti il clima. La discordia ha origini antiche, da quando nel 2011 l'organizzazione votò per l'ammissione della Palestina come Paese membro, anticipando la decisione dell'Assemblea Generale dell'Onu di ammetterla come membro osservatore, presa nel 2012.

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