Pensioni, Ape sociale irraggiungibile: Cgil insorge, Inps replica

Allarme pensioni anticipate: un flop, valanga di domande respinte

Allarme pensioni anticipate: un flop, valanga di domande respinte

Allo stato attuale non è ancora certo se vi sono stati degli aumenti o meno nella speranza di vita, in quanto i dati sono contrastanti; ciò che è certo è che l'Istat ha registrato una speranza di vita media più bassa relativamente al 2015. L'Inps provvederà, pertanto, ad effettuare un ulteriore monitoraggio sulle domande presentate successivamente al 15 luglio 2017 e l'esito del nuovo monitoraggio sarà comunicato entro il 31 dicembre 2017.

L'Ape sociale, è una misura economica che riconosce prima della pensione un assegno a favore di chi non ha ancora raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.

La vertenza per le pensioni e il lavoro per i giovani, la riforma degli ammortizzatori sociali e la valanga di licenziamenti annunciati in Umbria: il piano nazionale e quello locale si fondono nell'iniziativa che i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo mercoledì all'hotel Giò di Perugia, dove i tre sindacati confederali regionali (presenti i tre segretari generali Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini) hanno chiamato a raccolta categorie e delegati per rilanciare l'azione unitaria e indicare le priorità di intervento per il paese e per l'Umbria.

Appartenenza ad una delle categorie di lavoratori tutelati come disoccupati involontari, invalidi (e caregiver) e con mansioni di lavori faticosi o rischiosi. Inoltre, il Ministero ha ricordato che in tema di anticipo pensionistico, l'Inps potrà applicare l'interpretazione suggerita anche al fine di rivedere in autotutela le decisioni eventualmente già assunte.

I sindacati, in particolare, hanno proposto uno sconto di 1 anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 3 anni, mentre per il Governo è sostenibile uno sconto di 6 mesi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni. Intervistato da Blasting News, il parlamentare si è anche soffermato su Opzione donna, spiegando che a suo modo di vedere dal momento che è scontato che ci saranno dei risparmi rispetto a quanto stanziato per rendere possibile l'accesso al regime sperimentale di pensionamento anticipato per le donne nate nell'ultimo trimestre del 1957 e del 1958 e che i 2,5 miliardi di euro accantonati erano eccessivi, "è evidente che se il Governo non intende rimettere il discussione la decisione presa di interrompere la sperimentazione, è una scelta tutta politica e non economica". L'articolo cita infatti la definizione di disoccupato specificando che sono considerati tali tutti coloro che privi di impiego dichiarano, al sistema informativo delle politiche del lavoro, di essere immediatamente disponibili allo svolgimento di attività lavorativa. Il dubbio che i 'fortunati' aventi diritto potessero essere davvero pochi era venuto anche a noi dopo esserci confrontati più volte con i lavoratori precoci sui social.

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