Bankitalia, Visco spacca i partiti

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Ovvero, se il premier Gentiloni confermerà Ignazio Visco alla guida di Bankitalia, il Pd incasserà senza dare seguito alla mozione contro la conferma del governatore uscente che ha rischiato portarlo in rotta di collisione con l'esecutivo e di innescare una crisi. Non ci saranno problemi.

La Stampa, invece, ha raccontato la vicenda di Bankitalia dal punto di vista di Gentiloni: in quella giornata nefasta era Bruxelles per un importante Consiglio Europeo.

"Le scelte politiche sono state condivise, la riforma delle banche popolari è sacrosanta" ma le "scelte gestionali delle banche commissariate, la vigilanza spetta all'autonomia e all'indipendenza della Banca d'Italia". "Altrimenti, si arriva al paradosso che qualcuno è intoccabile, inviolabile, ingiudicabile e i politici sono sempre sotto tiro - ha affermato Renzi - Difendo la dignità della politica rispetto a questa visione allucinante". Con una parola sola direi così surreale. Dietro la mozione contro Visco "non c'è una strategia, ma si è sottovalutato cosa si stava facendo e la sede dove lo si faceva". Io e il Pd non possiamo difendere l'attuale assetto di potere, non possiamo stare dalla parte dei presunti salotti buoni della finanza. "Noi stiamo con i risparmiatori", ribadisce il segretario Pd.

Nella minoranza del Pd, si fa sentire la voce del ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Analoga la posizione di Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle: il partito pentastellato aveva peraltro, proprio nella seduta incriminata, presentato prima del Pd una mozione che chiedeva di fatto la testa di Visco. E da qui sono partiti poi dei comunicati "rassicuranti" tra Pd e governo.

È un contrattacco deciso dunque, ma per non subire l'accusa di voler condizionare le imminenti decisioni del governo sulla nomina del prossimo governatore, Renzi però aggiunge che, pur non essendo "la difesa ad oltranza di Visco nei miei desideri segreti", accetterà "qualsiasi nome il premier farà".

A schierarsi dalla parte di Renzi è stato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: "Certamente la Banca d'Italia non ha svolto il controllo che ci si attendeva, non sono del tutto senza senso le volontà di un controllo su quello che si è verificato". Anzi, dopo la risoluzione senza bail in delle due banche venete, gestita con un triangolo tra Bce e Commissione in cui la seconda ha avuto l'ultima parola, ha ripreso ancora più vigore la narrazione che vede nell'Italia una "questione da risolvere" una volta per tutte, come disse il numero uno dell'istituto economico di Monaco, Clemens Fuest.

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