Derivati del pomodoro, c'è l'obbligo di etichettatura

22 ottobre 2017

22 ottobre 2017

La trascrizione del decreto interministeriale per introdurre il nuovo obbligo di etichetta, mette al riparo i derivati del pomodoro (con almeno il 50% di pomodoro) dal rischio di contraffazioni.

"L'etichetta d'origine per i derivati del pomodoro fa felice l'82% dei consumatori che considera importante conoscere l'origine delle materie prime usate in pelati, concentrati e sughi per questioni legate al rispetto degli standard di sicurezza alimentare".

Le dichiarazioni di Martina "Rafforziamo il lavoro fatto in tema di etichettatura in questi mesi - ha dichiarato Martina - Come ho ribadito al Commissario europeo Vytenis Andriukaitis crediamo che questa sceltavada estesa a livello europeo, garantendo la piena attuazione del Regolamento europeo 1169 del 2011". Ad annunciarlo, il Ministero delle politiche agricole, Maurizio Martina, al Forum di Cernobbio.

Il ministro ha quindi aggiunto: "Il tema della trasparenza delle informazioni al consumatore è un punto cruciale per il modello di sistema produttivo che vogliamo sostenere".

Pomodoro. Arriva l'obbligo di indicare l'origine del pomodoro nei prodotti a base di conserva. La provincia di Foggia è leader nel comparto con 3.500 produttori di pomodoro che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 175.000.000 euro.

Se queste fasi avvengono in paesi differenti potranno essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: "Paesi UE", "Paesi NON UE", "Paesi UE e NON UE" (come avviene ora per l'olio extra vergine). "Il risultato è che dalla Cina si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro". Solo nel caso in cui tutte le fasi avvengano in Italia si potrà utilizzare la dicitura "Origine del pomodoro: Italia". "Confidiamo che questo possa porre un argine alle speculazioni sterili e strumentali che la nostra industria ha subìto e continua a subire sulla leggenda del pomodoro cinese sulle tavole degli italiani, pur nella consapevolezza che sarà necessaria un'omogeneizzazione tra la regolamentazione nazionale e quella comunitaria con un intervento sul regolamento (UE) n. 1169/2011, evitando che la norma abbia un'efficacia limitata soltanto al territorio italiano, come sta già avvenendo per la passata di pomodoro". Ad aprile scorso è entrato in vigore l'obbligo di indicare sull'etichetta dei formaggi l'origine del latte mentre è in attesa una norma uguale per quanto riguarda la pasta e il riso.

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