Il Parlamento potrebbe vietare le bollette con fatturazione a 28 giorni

Fatturazione a 28 giorni, è guerra. “Inaccettabile, una vera estorsione”

Fatturazione a 28 giorni, è guerra. “Inaccettabile, una vera estorsione”

In una nota, infatti, l'AGCOM ha inviato una diffida in cui ha informato il gigante di Murdoch che sono in corso dei controlli per verificare se sussistono "i presupposti per diffidare la società Sky Italia a rispettare gli obblighi previsti dalla legge al fine di garantire una completa informativa agli utenti e consentire l'esercizio del diritto di recesso secondo le modalità previste dalla Legge Bersani", in quanto la decisione "potrebbe ledere i diritti di una vasta platea di utenti sotto il profilo della carenza informativa, non assicurando il compimento di scelte libere e consapevoli anche in relazione all'esercizio di recesso". "È chiarissimo che si tratta di una pratica commerciale scorretta".

Intanto però, il Pd, tramite il senatore Stefano Esposito, ha già presentato un emendamento al decreto fiscale per abolire la fatturazione a 28 giorni. "In merito alla vicenda della fatturazione a 28 giorni", Asstel ha precisato "di aver chiesto, per conto di tutti gli operatori telefonici associati, di poter incontrare quanto prima tanto il Ministro dello Sviluppo Calenda, che i parlamentari promotori dei disegni di legge sul tema".

Fatturazione a 28 giorni, è guerra. In caso di violazione, viene prevista "una sanzione pecuniaria da euro 500mila a 5 milioni". In tal senso sosteniamo con favore la proposta presentata dall'On.

Sul tema è intervenuta anche l'Asstel, l'associazione degli operatori. Va salvaguardato il modello liberalizzato che ha caratterizzato il mercato della telefonia negli ultimi venti anni, con notevoli benefici per il Paese in termini di costante diminuzione dei prezzi dal 2010, consistenti investimenti dell'ordine di circa 6,5 miliardi di euro l'anno, servizi innovativi in continua crescita quantitativa e qualitativa.

Stop alle bollette a 28 giorni ma solo per il futuro. Una cifra alla quale difficilmente i gestori vorranno rinunciare.

Le grandi compagnie, dal canto loro, sarebbero anche pronte a tornare indietro alla fatturazione mensile, vista la pressione ormai crescente da ogni parte, ma chiedono al governo una sorta di periodo di moratoria sulla possibilità dei clienti di recedere dai contratti.

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