Pensioni, la Corte Costituzionale: "Legittimo il decreto sulla rivalutazione"

Pensioni, la Corte Costituzionale:

Pensioni, la Corte Costituzionale: "Legittimo il decreto sulla rivalutazione"

Sono stato facile profeta (mio post su Formiche.net di ieri mattina). La Corte ha ritenuto che, diversamente dalle disposizioni del deceto Salva-Italia varato dal governo Monti e annullate nel 2015, la nuova e temporanea disciplina normativa "realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica".

La Corte Costituzionale ha deciso: il bonus Poletti sulle perequazioni pensionistiche è legittimo.

(Teleborsa) - Nel giorno stesso in cui l'Istat ha rivelato che aumenta l' aspettativa di vita degli italiani, la Consulta si prepara a decidere sulla rivalutazione delle pensioni.

Si tratta di una sentenza ingiusta, che spalanca la porta ad ogni futuro "taglieggiamento delle pensioni", giustificabile sulla base delle esigenze della finanza pubblica. Chi percepisce una pensione superiore a sei volte il minimo Inps è stato escluso dalla restituzione. Ma, gia' da ora, fissiamo alcuni paletti. In una nota il presidente della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti (Cnpadc) Walter Anedda, afferma a sua volta: "Con questa sentenza la Consulta riconosce che il diritto acquisito ha un limite nel diritto sostenibile, riconoscendo e, dunque, evitando la possibile penalizzazione che avrebbero potuto subire le giovani generazioni, a seguito della precedente bocciatura della norma sul medesimo tema introdotta per motivi equitativi". Come se, in Italia, a parità di reddito, solo i pensionati debbano contribuire a sanare i buchi del bilancio pubblico. "Se oggi la Corte ha confermato che è corretta la scelta, credo che non possiamo che esprimere soddisfazione".

Tale norma, con la sentenza n. 70 del 2015, veniva giudicata incostituzionale, pertanto un successivo decreto del Ministro Poletti aveva provveduto a restituire parte della rivalutazione: il 100% per le pensioni fino a 3 volte il minimo Inps; il 40% per le pensioni da 3 a 4 volte; il 20% per quelle di importo superiore di 4 e 5 volte il minimo Inps; il 10% per quelle tra 5-6 volte. La Corte ha finto di ignorare che la legge Renzi (detta anche lodo Poletti) non rispetta - tra l'altro- i principi di proporzionalità ed adeguatezza del trattamento previdenziale (retribuzione differita, articoli 36 e 38 della Costituzione); ha finto di ignorare che il taglio pensionistico è, nei fatti, una tassa non applicata con criterio proporzionale, etc etc.

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