Fiducia Rosatellum, D'Alema: Gentiloni "bugiardo come Renzi"

Pietro Grasso

Pietro Grasso

"Il Pd ha responsabilità di governo, ce lo siamo prese e ce le stiamo prendendo fino a fine legislatura ma è anche perno fondamentale per la prossima legislatura". I due sono saliti insieme a bordo del treno Dem parcheggiato sui binari della stazione di Pietrarsa e hanno scherzato sulle divergenze sulla vicenda Bankitalia.

"Spalle larghe, poche chiacchiere, gioco di squadra, discussione aperta sulle nostre idee e soprattutto unità". L'attrice napoletana Roberta Spagnuolo ha ricordato una delle donne più coraggiose della storia dell'Italia Repubblicana, Teresa Mattei, la più giovane eletta nell'Assemblea Costituente, che ha contribuito alla stesura dell'articolo 3 della Costituzione sul tema dell'uguaglianza. "Abbiamo fatto troppo poco per il Mezzogiorno - ha affermato il leader del Governo - dobbiamo riportare il Sud a centro dell'agenda politica, anche se non sarà facile".

Per il premier, "i valori della sinistra, del cambiamento, del progresso, possono e devono combinarsi con la sfida del governo" e "la sinistra di governo non può essere considerata una specie in via di estinzione in Europa". Sul palco nella seconda giornata di lavori hanno fatto staffetta il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, Ignazio Messina per Idv, Angelo Bonelli dei Verdi, Riccardo Nencini per il Psi: interlocutori per la costruzione di una coalizione di centrosinistra in vista del voto con il Rosatellum. Per D'alema quindi: "Il vero vincitore non è Renzi ma Verdini che, ha ammesso di aver sempre fatto parte della maggioranza". "Il museo rappresenta un pezzo di storia importante del nostro Paese", ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini, aprendo l'evento. Un assetto largo, aperto al centro e a sinistra.

Dalla approvazione del Rosatellum "Gentiloni esce profondamente ridimensionato sul piano della sua qualità di statista: avendo solennemente promesso che il governo non si sarebbe ingerito, mettendo la fiducia è diventato come Renzi, è ufficialmente un bugiardo come Renzi".

Da qui alle elezioni, tuttavia, c'è bisogno di una "conclusione ordinata della legislatura, che non è solo un'esigenza del governo ma un dovere verso le famiglie e le imprese, verso quella nostra società che anche grazie alle riforme impostate dal governo Renzi, e che stiamo proseguendo, si sono risollevate dalla crisi più dura dal dopoguerra". "Un grande partito di fronte a una legge di principi si batte, decide, convince".

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