Panama Papers, gli affari della regina Elisabetta e del ministro di Trump

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I Panama Papers è lo scandalo degli investimenti offshore che ha coinvolto molti paesi e persone note. A un anno dai Panama Papers, questa volta il nome della bufera è Paradise Papers.

Restano però le legittime domande sul perché la sovrana dovrebbe investire in paradisi fiscali off-shore. E poi ancora: il co-fondatore della Microsoft, Paul Allen, la regina di Giordania, il tesoriere del primo ministro canadese Justin Trudeau, il finanziere George Soros e il ministro al commercio di Donald Trump.

I documenti sono stati ottenuti dal giornale tedesco Suddeutsche Zeitung che li ha condivisi con l'International Consortium of Investigative Journalists e i suoi partner tra i quali il Guardian, la Bbc, il New York Times e l'Espresso. Per quanto riguarda le aziende e colossi internazionali, risultano Apple e Nike, che sono stati accusati di aver ricorso ad artifici per poter eludere il fisco.

Si tratta di fondi privati del sovrano britannico investiti in un fondo off-shore alle isole Cayman - paradiso fiscale che oltre all'assenza di tasse garantisce anche l'anonimato - e alle Bermuda dal Ducato di Lancaster e dal Ducato di Cornovaglia dell'erede al trono, una delle maggiori proprietà immobiliari e terriere d'Inghilterra. La Bbc sottolinea come non ci sia nulla di illegale nell'investimento e che non sia stato trovato alcun elemento che lasci intendere che la regina Elisabetta II non paghi le tasse.

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