Tassa sui rifiuti gonfiata per errore: per anni l'abbiamo pagata il doppio!

Tassa sui rifiuti. In arrivo in questi giorni gli Avvisi di accertamento per l'anno 2017

Tassa sui rifiuti. In arrivo in questi giorni gli Avvisi di accertamento per l'anno 2017

Il Comune di Siracusa rischia di subire la richiesta di una "pioggia" di rimborsi per diverse migliaia di euro "per aver moltiplicato in maniera non congrua la quota variabile sulla Tari, la tassa sui rifiuti".

A segnalare l'errore è stato Il deputato del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Labate che ha fatto un' interrogazione parlamentare al Sottosegretario Piercarlo Baretta basandosi su un articolo uscito sul sole24ore relativo al 2014 che aveva già annunciato e parlato di questo errore.

Dal Giornale di Sicilia in edicola. Lo afferma il Codacons, che da lunedì si farà promotore di un'azione risarcitoria collettiva contro i comuni - tra cui rientrerebbe anche quello di Napoli - che hanno riscosso somme illecite attraverso la Tari. Intanto si preannunciano valanghe di ricorsi da parte dei contribuenti vittime del gonfiamento (fino al doppio) della tassa sui rifiuti fatto erroneamente da alcuni Comuni.

C'era da aspettarselo: ora i contribuenti sono sul piede di guerra. Come avevamo già detto in Tari pertinenze casa: pagamento illegittimo, le amministrazioni locali hanno duplicato una delle voci che compongono l'imposta sui rifiuti; in particolare è stata calcolata per ben due volte la cosiddetta "quota variabile" (quella cioè parametrata al numero degli occupanti dell'immobile): una prima volta - così come è giusto che sia - sull'abitazione vera e propria; una seconda sulle pertinenze sulle quali invece non è dovuta. La formula corretta prevede infatti che la quota variabile si applichi una sola volta per ogni abitazione, comprese le pertinenze. In linea di principio, comunque, a partire dal 2013 la stragrande maggioranza dei Comuni ha abbandonato le precedenti modalità di calcolo del prelievo, applicando il sistema sopra descritto. "Gli Uffici tributari di Napoli pertanto calcolano per box, cantinole, depositi e tettoie soltanto la quota fissa (metri quadrati), computando la quota variabile una sola volta nell'abitazione". Quei soldi andranno però spalmati sul resto dei cittadini, che quindi avranno un balzello un po' più pesante. Tuttavia secondo l'Anci - visto l'esborso inatteso e l'obbligo di legge di coprire con la Tari i costi del servizio di nettezza urbana - i Comuni potrebbero chiedere un recupero straordinario per l'ultimo anno, o comunque rimodulare la tassazione per il 2018, in modo che il gettito totale resti invariato.

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