Il Papa in Myanmar, il viaggio comincia con l'incontro con i militari

La leader birmana San Suu Kyi con l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Federica Mogherini

La leader birmana San Suu Kyi con l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Federica Mogherini

In realtà è stata una giornata calda, non solo per la temperatura. Alla visita, oltre al generale e al seguito, era presente anche un traduttore della Chiesa del Myanmar, che ha affiancato il Papa per tutto l'evento. È diventato, invece, il primo incontro in agenda.

In base a quanto accertato da Huffpost, il Generale ha chiesto ed ottenuto - all'ultimo minuto - di essere il primo leader birmano ad incontrare il Pontefice appena arrivato.

Serve la loro approvazione per le assunzioni pubbliche, occupano l'80% dei seggi dell'amministrazione, sono la più forte istituzione politica e hanno una percentuale di seggi riservati in parlamento; il generale ha detto che intende azzerare la loro presenza in Parlamento, ma non ha finora fissato un calendario per farlo. Uno schiaffo protocollare, segno di diffidenza e di mancanza di fiducia. La visita si è conclusa con lo scambio dei doni. Insomma fin dal primo giorno del viaggio il Papa si è imbattuto nelle contraddizioni birmane. Quindi, il Santo Padre si è trasferito in auto all'arcivescovado di Yangon, dove risiederà nella prima tappa del viaggio. Il Papa ha donato al generale la Medaglia del viaggio apostolico, mentre il generale ha regalato al Papa un'arpa a forma di barca e una ciotola di riso decorata. I cattolici sono circa 700'000, pari all'1% della popolazione. È iniziato così il suo 21esimo viaggio apostolico che lo porterà in Bangladesh. I militari hanno inoltre il controllo di molta parte dell'economia del Paese, anche a causa di meccanismi corruttivi sviluppatesi nei decenni della dittatura, cominciata nel 1962.

Dall'aereo che lo conduceva in Myanmar, il Papa ha inviato un telegramma di saluto alle autorità dei Paesi sorvolati. Il rapporto era stato commissionato da Aung San Suu Kyi, che nelle settimane scorse ha visitato il Rakhine e nei giorni scorsi ha firmato un protocollo con il Bangladesh per il rientro dei profughi, ma il cui silenzio pubblico sulla vicenda è stato molto criticato.

Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto da un ministro delegato del presidente della Repubblica.

"Hanno discusso della grande responsabilità delle autorità in questo periodo di transizione", si è limitato a dire il portavoce del Vaticano Greg Burke.

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