Istat: i redditi tornano a salire, ma cresce anche l'incubo povertà

Esclusione sociale e povertà azioni sempre più condivise

Esclusione sociale e povertà azioni sempre più condivise

E rileva che "la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata".

Lo afferma il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile ed esponente di Liberi e Uguali Giulio Marcon commentando la ricerca Istat sulle condizioni di vita dei nuclei familiari italiani.

In generale, le famiglie con cinque o più componenti si confermano le più esposte al rischio di povertà o esclusione sociale (43,7% come nel 2015), ma è per quelle con uno o due componenti che questo indicatore peggiora (per le prime sale al 34,9% dal 31,6%, per le seconde al 25,2% dal 22,4%).

Aumenta "sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), così come quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%)".

Gli obiettivi della Strategia Europa 2020 sono dunque "ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale - precisamente pari a 18.136.663 individui - è infatti superiore di 5.255.000 unità rispetto al target previsto".

Analizzando l'area territoriale viene evidenziato come sia il Mezzogiorno il più esposto al rischio di povertà o esclusione sociale: 46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015. Si stima infatti che il 46,9% degli abitanti sia a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 25,1% del Centro, 21,0% del Nord-ovest e il 17,1% del Nord-est.

L'Italia, peraltro, presenta una disuguaglianza dei redditi maggiore rispetto alla media dei Paesi europei. Distribuzioni del reddito più diseguali rispetto all'Italia si rilevano in altri Paesi dell'area mediterranea quali Portogallo (0,339), Grecia (0,343) e Spagna (0,345).

Il quadro restituito dall'Istat allarma i consumatori. In pratica la fascia di popolazione più benestante ha un reddito pari a 6,3 volte quello della fascia più povera. Per l'associazione le misure di contrasto alla povertà "devono essere accompagnate da politiche di welfare efficaci, oltre che da azioni mirate ad incrementare l'inclusione nel mondo del lavoro".

L'Unione Nazionale Consumatori sottolinea quanto la situazione sia negativa.

Le persone povere hanno bisogno non solo di un sostegno economico ma anche morale. Pannicelli caldi che non hanno arginato la povertà di parte delle famiglie italiane come ci ricorda l'Istat, conclude Marcon. I dati di oggi ci dicono che non basta varare il Rei, cercando di tamponare l'emergenza. In sostanza, il reddito è aumentato per chi già stava bene, mentre è diminuito per chi era vicino alla soglia della povertà.

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