Pol - Fine legislatura, Gentiloni: "Mio bis? Spero vinca PD"

Volge al termine la XVII legislatura: oggi il discorso del premier Gentiloni

Volge al termine la XVII legislatura: oggi il discorso del premier Gentiloni

Anche se, all'interno della minoranza del Partito democratico, c'è chi non si arrende. Ma non abbiamo avuto i numeri, non ci siamo riusciti. Rilevando con forza i punti cardine del suo governo ha parlato dei successi che sono stati portati a termine: le norme industria 4.0, la legge sul caporalato, gli sgravi per le assunzioni dei giovani al sud, le politiche sull'immigrazione. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rispondendo a una domanda su possibili alleanze nel centrosinistra, in particolare con Leu, durante la conferenza di fine anno.

Con ogni probabilità, nel corso della conferenza stampa di fine anno, il primo ministro si soffermerà sull'impossibilità di andare avanti sulla legge di cittadinanza per gli 800mila figli di stranieri nati in Italia, non essendoci i voti per rischiare la fiducia e i numeri per portare a casa il provvedimento. Gentiloni, però, dimentica di dire che - invece - dagli investitori internazionali l'Italia è percepita oggi come il paese più rischioso d'Europa e che il tasso di crescita del Pil italiano è molto lontano dalla media comunitaria. "La legge elettorale - ha ricordato - prevede l'indicazione del leader di partito, quindi ci sono pochi dubbi su questo". C'è molta strada da fare.

"Siamo tra i quattro-cinque giganti al mondo per l'export industriale", ha precisato, lasciandosi andare eccezionalmente a una battuta: "A Roma direbbero 'nun ce se crede'".

"Il capitolo sui diritti, per quanto incompiuto, è un capitolo storico", ha detto il presidente del Consiglio ricordando tutte le misure approvate in questa legislatura, dalle unioni civili fino al biotestamento.

Per il premier, inoltre, "il piano Industria 4.0 è tra le cose più importanti che in questo anno il Governo ha messo in campo, penso che può consentire alle nostre imprese di portare la loro competitività nel futuro". "Siamo il Paese che contemporaneamente dimostra capacità di accoglienza (anche la notte di Natale) e l'orgoglio di saper infliggere colpi durissimi ai trafficanti".

Naturalmente una formale precisazione: "Sarà Mattarella a dettare tempi e modi dei prossimi passaggi istituzionali. Lo dimostriamo con il 70% in meno di arrivi da luglio a oggi, con una diminuzione drastica dei morti in mare, sebbene restino sempre troppi". Il contributo italiano è quello di lavorare per consolidare gli assetti di controllo, addestrare e formare le forze nazionali, in quello che è il principale paese di flussi migratori verso l'Italia. "Il Niger è un Pasese di transito, se diamo il nostro contrubuto alla sua crescita, facciamo cosa sacrosanta per il Paese".

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