Proteste in Iran, 12 morti

Le proteste a Teheran

Le proteste a Teheran

Nel suo primo discorso dall'inizio delle protesta, ormai quattro giorni fa, il presidente iraniano Rohani ha detto che "il popolo iraniano è libero di manifestare" e che non si preoccupa solo per l'economia ma anche per la corruzione e e la trasparenza del governo. Secondo il governatore della città, Mashallah Nemati, citato dall'agenzia di stampa Isna, altre sei persone sarebbero rimaste ferite, mentre sono stati danneggiati o dati alle fiamme molti edifici governativi, banche e luoghi religiosi.

È ancora presto per condurre un'analisi dettagliata del meccanismo che ha dato avvio a questa fase di proteste in numerose città del Paese. Infatti, queste manifestazioni, benchè formate da poche persone (la più grossa, a Teheran, era fatta da meno di 5000 persone, in una capitale che ha 8 milioni di abitanti), stanno avendo una enorme eco mediatica sui giornali occidentali, segno che c'è un preciso piano alle spalle.

Non si arrestano le proteste in Iran. Non ha spiegato le cause della morte dei due dimostranti, ma ha sottolineato che "nessun proiettile è stato sparato dalla polizia e dalle forze di sicurezza sulla folla". Ieri sono stati circa 50 i manifestanti arrestati, mentre oggi sui social media sono moltiplicati gli appelli a dare vita a nuove proteste in tutto l'Iran.

Alla fine è arrivata anche la conferma delle autorità: sono due le persone rimaste uccise negli scontri avvenuti ieri sera nella città di Doraud, nell'ovest dell'Iran.

Intanto i conservatori iraniani hanno indetto per oggi, 31 dicembre 2017, una manifestazione con l'intento di commemorare l'anniversario della 'vittoria' del regime sulle proteste del 2009.

Una ragazza in Iran si mostra in una via senza il velo e sventola il suo 'hijab' in strada assurgendo a simbolo delle proteste antigovernative che in questi giorni investono l'Iran.

Il presidente americano Donald Trump non si lascia sfuggire l'occasione di ammonire il governo di Teheran con un tweet: "Il mondo vi sta guardando".

Rohani ha accusato il leader degli Stati Uniti di essere "totalmente contro la nazione iraniana, non ha alcun diritto di simpatizzare con i manifestanti". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Il grande popolo iraniano è stato represso per tanti anni. "La ricchezza iraniana è stata saccheggiata" e, in lettere maiuscole, "E' ORA DI CAMBIARE". "La gente finalmente ha capito che i loro soldi e il loro benessere viene sperperato per il terrorismo" aveva scritto Trump. Ma il suo intervento difficilmente riscuoterà consensi tra gli iraniani, consapevoli che parte dei problemi economici del loro Paese sono legati alle sanzioni bancarie americane, ancora in vigore. "Una cosa è la critica - aveva detto - un'altra la violenza e la distruzione della proprietà pubblica".

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