E' morto Ferdinando Imposimato, il giudice dei casi Moro, Bachelet e Agcà

E' morto Ferdinando Imposimato il giudice del caso Moro e dell'attentato del Papa

E' morto Ferdinando Imposimato il giudice del caso Moro e dell'attentato del Papa

L'obiettivo dell'organizzazione criminale romana era intimorire il magistrato Ferdinando Imposimato, che proprio in quel periodo stava indagando sulla banda della Magliana. Imposimato era nato a Maddaloni, il 9 aprile del 1936. Nel 2013 il Movimento 5 Stelle lo aveva indicato, insieme ad altri nomi, per l'elezioni a Presidente della Repubblica. "Ci mancherà tanto". Non solo politica però per chi nella sua vita da giudice istruttore ha seguito in prima linea i casi più scottanti di terrorismo: il rapimento di Aldo Moro, l'attentato al Papa Karol Wojtyla e l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Laureato in Giurisprudenza, dopo alcuni anni trascorsi come vice commissario della Polizia di Stato, nel 1964 divenne magistrato. Da allora pone la firma sui processi che hanno come sfondo gli atti di terrorismo che più hanno sconvolto l'opinione pubblica: l'attentato a Papa Giovanni Paolo II nel 1981, il processo per la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ma, soprattutto il caso Moro.

Un impegno che il giudice pagò a caro prezzo: nel 1983, il fratello Franco fu ucciso per una vendetta trasversale di camorra.

Nell'agguato riuscì a salvarsi sua moglie, benchè gravemente ferita da due proiettili sparati da Antonio Abbate, il killer riconosciuto dalla donna anni dopo in sede processuale. Per tutte e tre le legislature è stato membro della Commissione Antimafia dove presenta diversi disegni di legge per riformare i servizi segreti e gli appalti pubblici. Per veder riconosciuta la matrice mafiosa del delitto si è dovette attendere fino al 2000 con il processo Spartacus.

Nel 1987 Ferdinando Imposimato venne anche eletto al Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, mentre nel 1992 fu eletto Camera e poi nel 1994 nuovamente al Senato. Oltre che avvocato, giudice e politico, è stato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.

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