"Caso sacchetti", il ministero: "Sì a quelli portati da casa". Però monouso

"Caso sacchetti", il ministero: "Sì a quelli portati da casa". Però monouso

In quanto - "Il riutilizzo dei sacchetti determinerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche con situazioni problematiche". Il primo problema che il Ministero della Salute non sembra aver affrontato è il problema della tara. "Il titolare dell'esercizio commerciale" - ha aggiunto Ruocco - "avrebbe la facoltà di controllare l'idoneità della busta".

I sacchetti che dal 1° gennaio sono a pagamento non possono essere riutilizzati, ciò non significa che le persone non possano portarseli da casa, a patto che siano adatti allo scopo e monouso. "Quello che chiediamo ai tre ministeri coinvolti è più semplificazione e più chiarezza per non creare confusione nel consumatore e nei punti vendita".

"Siamo una penisola- sottolinea- sentiamo forte il pericolo della plastica in mare".

Così ancora una volta le associazioni di consumatori storcono il naso con Codacons che annuncia esposti in tutte le 104 procure italiane, mentre Adoc fa proposte: "Invitiamo la grande distribuzione - dice il presidente Tascini - a fissare ad 1 centesimo il prezzo del sacchetto, pareggiando le spese di produzione, in modo da non appesantire eccessivamente i costi a carico del consumatore, che così andrebbe a sostenere, in un anno, una maggiore spesa di 2 euro, considerando l'uso annuale di circa 200 sacchetti". Si tratta dell'articolo 9-bis della legge di conversione n. 123 del 3 agosto 2017 (il decreto legge Mezzogiorno) che stabilisce che "le borse di plastica non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d'acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite". Così il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, intervistato da La Repubblica sul caso dei sacchetti bio a pagamento per frutta e verdura, difende il provvedimento. E che sarebbe notevolmente apprezzata dai consumatori.

I risultati puntano il dito contro i sacchetti di plastica, i bicchierini di bevande e da caffè da asporto e le microsfere che si trovano nei detergenti per il viso e nel dentifricio. "Che, lo ricordiamo, in larga misura sono favorevoli ai nuovi sacchetti biodegradabili".

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