Terza notte di protesteesercito per le strade

Tunisia in fiamme per l'aumento dei prezzi: un morto e decine di arresti

Tunisia in fiamme per l'aumento dei prezzi: un morto e decine di arresti

A Tebourba in centinaia hanno preso parte alla sepoltura del manifestante rimasto ucciso nei tafferugli, forse soffocato dai gas lacrimogeni, ma in breve la scena si è trasformata nel lancio di pietre da una parte e di gas lacrimogeni dall'altra. In quest'ultima città è stata data alle fiamme la caserma di polizia, mentre non è chiaro se la bottiglia molotov lanciata contro la storica sinagoga della Ghriba sull'isola di Djerba, meta di pellegrinaggio e luogo in cui è custodita una copia antichissima della Torah, sia stata lanciata da manifestanti o più probabilmente se si sia trattato di un attentato portato a termine da due uomini figgiti in moto, come rivelano sui social i manifestanti ed ora diverse fonti giornalistiche. Le unità dell'esercito hanno affiancato le forze di polizia in molte città del Paese per reprimere la rivolta. I media locali parlano anche di numerosi presunti terroristi arrestati tra i facinorosi e di movimenti sospetti a Kairouan e Kasserine, nei pressi del confine libico e tra Kasserine e Sidi Bouzid. Tra queste, nel governatorato settentrionale di Beja, ci sarebbero anche due estremisti islamici della corrente takfirista.

Ed a proposito di politica, il Fronte popolare tunisino, principale partito di opposizione, ha chiesto l'abrogazione della "ingiusta" legge di bilancio del 2018 (che prevede l'aumento dei prezzi di vari beni che, insieme alla crisi del turismo data dagli attacchi islamisti, alla diminuzione progressiva di investimenti stranieri e ad un conseguente aumento della disoccupazione soprattutto giovanile, ha acceso le proteste) e ha avvisato tra l'altro che fino a quando non verrà dato seguito a quanto richiesto, le proteste continueranno. Il potente sindacato Unione Generale dei Lavoratori tunisini (Ugtt), che in quei giorni svolse un ruolo importante, ha esortato aderenti e simpatizzanti a partecipare in massa alla manifestazione prevista domenica prossima in centro a Tunisi.

Le manifestazioni sono cominciate già da alcuni giorni, mediante un movimento popolare che si definisce apartitico denominato #Fech_Nestanew ("Cosa stiamo aspettando"). Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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