Di Maio: via 400 leggi e 'smart nation'

Luigi Di Maio su Rete8 domani 21 gennaio alle 20,30

Luigi Di Maio su Rete8 domani 21 gennaio alle 20,30

"Quattrocento leggi da abolire al primo anno di governo e una smart nation" che promuova "nuovi lavori e nuove tecnologie" sono i primi due punti.

Dopo aver illustrato i punti del programma, Di Maio ha presentato quattro candidati esterni del M5s. Sono gli autocandidati alle Parlamentarie del Movimento 5 Stelle in attesa dei risultati che, secondo quanto annunciato da Luigi Di Maio, saranno diffusi nella tarda serata di domenica. Luigi Di Maio, parlando del punto sull'Europa precisa invece che il M5S "non vuole rompere con l'Ue" ma, sul deficit, "vuole andare ai tavoli europei per chiedere ciò che altri Paesi hanno avuto" e poter fare "investimenti in deficit in settori ad alto moltiplicatore". L'esponente del Movimento dice di non temere che Grillo gli rubi la scena: "Ci sarà come c'è sempre stato, e sono felice di averlo al mio fianco".

"Il nostro non è un programma di destra o di sinistra - ci tiene a precisare Di Maio - ma un programma che mira a migliorare la vostra qualità della vostra vita".

"Eliminiamo i finanziamenti a pioggia alle Pmi che vanno sempre agli stessi e aboliamo l'Irap per loro", ha spiegato Di Maio elencando le priorità sul fisco.

Il parlamentare pentastellato è giunto in Abruzzo per la 12^ tappa del "Rally per l'Italia", il tour che toccherà le regioni italiane per discutere sui temi della campagna elettorale e illustrare la proposta di governo del M5S.

Via subito 400 leggi inutili, reddito e pensione di cittadinanza, meno tasse a cittadini e imprese e 50 miliardi di tagli ai costi e gli sprechi della politica, via la Fornero e La Buona Scuola.

Assente tra i punti (e forse quello che un po' tutti si aspettavano), il referendum sull'euro. Di rilievo nella giornata di ieri la comparsa del sociologo Derrick de Kerkhove, studioso della società digitale, che ha lanciato un allarme sulla democrazia diretta, che lui giudica "pericolosa", per poi precisare che non si riferiva ai progetti del M5S. "E ora, se vorranno gli italiani, cambieremo l'Italia dal governo". E la sicurezza con cui si presenta ai militanti Cinque Stelle ne è una conferma: "Qualcuno mi conosce e qualcuno può immaginare che per me il termine coerenza si basi sul rispetto tra dichiarazione e fatto", dice dal palco di Pescara ricordando implicitamente il perentorio richiamo a Schettino nella notte tra il 12 e il 23 gennaio 2012. "Se vogliamo salvare il Made in Italy va reso competitivo". Questo è ad esempio il caso del giornalista Gianluigi Paragone in Lombardia, del capitano che esortò Francesco Schettino a tornare sulla Concordia, Gregorio De Falco in Toscana, il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, nel Lazio.

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