Trump a Davos: "Sì al commercio, ma solo se equo e giusto"

Merkel, lezione a Trump: cooperazione e multilateralismo per superare odii e guerre

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"Una riforma fiscale espansiva e la svalutazione del dollaro, e fossero accompagnati dal protezionismo, sarebbero un aiuto alla crescita americana ma anche una fonte di instabilità per l' economia globale". Me nell'intervento non c'è spazio solo per l'economia.

La Corea del Sud sottoporrà alla Organizzazione mondiale del commercio (Wto) una petizione contro i dazi varati dagli Usa su pannelli solari e lavatrici importati da Seul: una decisione "eccessiva che apparentemente costituisce una violazione delle disposizioni del Wto", ha detto il ministro del Commercio Kim Hyun-chong in un meeting coi rappresentanti dell'industria.

Certo: solo poche ore fa le scintille erano evidenti. Il presidente statunitense, nel suo atteso discorso, non ha attaccato direttamente nessuno (se si eccettua una frecciatina ai media), ma ha elogiato in lungo e in largo gli Stati Uniti. "Dobbiamo trovare risposte multilaterali, non seguire un percorso unilaterale che porta all'isolamento". La cancelliera tedesca aveva ammonito il presidente USA da desideri proibizionisti.

Donald Trump ha promesso venerdì al mondo l'"amicizia" e "la cooperazione" degli Stati Uniti. L'inquilino della Casa Bianca ha poi assicurato: "Quando gli Stati Uniti crescono, cresce tutto il mondo".

Il bene degli USA coincide con quello del resto del mondo? "Credo che si tratti di un luogo in cui i dipartimenti umanitari possano svolgere il proprio ruolo". Infatti molti dei prodotti targati "made in USA" vengono assemblati o direttamente prodotti in aziende cinesi, vietnamite e messicane, dove il basso costo del lavoro consente alle imprese americane di generare enormi profitti.

"Pace e prosperità": Donald Trump si è presentato così a Davos, con questo messaggio ecumenico. "Non possiamo avere un commercio libero e aperto se alcuni Paesi sfruttano il sistema alle spese degli altri".

Agire - sostiene Francesco - è "un imperativo morale, una responsabilità che riguarda tutti, creare le giuste condizioni per permettere a ogni persona di vivere in modo dignitoso". Il deficit della bilancia commerciale con la Cina è innegabile, e continua a crescere. Accanto all'Europa in difesa del libero scambio si schierano anche l'India, il Canada e la Cina. Quanto alle azioni del Presidente Usa, al momento non sembrano così rivoluzionarie in materia: ecco perché, a Davos, sembra aver prevalso la via della conciliazione. I dazi - ha detto Ross - "erano necessari per rispondere alle scorrettezze dei concorrenti". "Gli Stati Uniti sono pronti a negoziare accordi commerciali bilaterali di mutuo beneficio con tutti i Paesi". Ma resta il fatto che l'atteggiamento intrapreso rimane alquanto retrogrado. "Se ciò dovesse portare a una stretta di politica monetaria ingiustificata e che non è giustificata, allora dovremmo ripensare alla nostra strategia".

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