Legge sull'Olocausto in Polonia, polacchi divisi

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E la reazione è stata la proposta di legge presentata ieri alla Knesset, il Parlamento israeliano (con il sostegno in linea di principio di 61 deputati israeliani su 120) che introduce cinque anni di carcere per coloro che "riducono o negano il ruolo di quanti hanno aiutato i nazisti nei crimini commessi contro gli ebrei". Anche l'ex ministro degli Esteri israeliano Tizpi Livni ha attaccato il provvedimento: "Hanno sputato in faccia a Israele due volte", ha detto in diretta alla radio ricordando che era stato raggiunto un accordo tra il premier polacco e quello israeliano Benyamin Netanyahu e che questo "è stato ignorato".

Il Parlamento polacco ha appena emanato una legge penale che punisce severamente chi associ i lager sorti in Polonia per lo sterminio sistematico del popolo ebraico con la Polonia stessa: è vietato chiamarli "lager polacchi", in quanto - suppone la legge - quei campi erano ideati, gestiti, organizzati, finanziati dalla Germania nazista.

Il presidente Duda si è detto "sbalordito" dalla reazione di Israele, anche nella stessa Polonia la controversa legge è stata contestata. Ha chiesto quindi di ritirare subito la legge.

Un continuo attacco, dovuto principalmente al fatto che l'olocausto in Polonia non riguarda solo il periodo della seconda guerra mondiale ma anche durante il periodo comunista, con la purga antisemita del 1968 con cui fu repressa la coraggiosa rivolta pacifica studentesca di marzo a Varsavia per la democrazia. Un appello a porre il veto è giunto dagli Stati Uniti. La legge vuole difendere il buon nome della Polonia, ma secondo Gerusalemme, Varsavia sta arbitrariamente decidendo di riscrivere la storia. "Espressioni come 'campi di sterminio polacchi sono' imprecise, suscettibili di essere fuorvianti e offensive", aveva ammesso in una nota la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert, ribadendo però le preoccupazioni sulla possiblità che la lege "Influenzi la libertà di espressione e il dibattito storico". "Questa è la realtà che tutti dobbiamo affrontare, questa è la realtà sulla quale è stata creata l'Unione europea, questa è la realtà che dobbiamo evitare che si ripeta nel futuro", ha aggiunto Timmermans. La forte spinta nazionalista che anima Kaczynski e suoi fedelissimi, unita alle voglia di rivalsa contro la Russia e l'Europa, può spiegare in parte un testo tanto controverso e una legge revisionista, se non negazionista, come quella che sta per essere approvata.

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