Frode fiscale e corruzione: arrestate 15 persone, anche un magistrato

Arrestato ex sostituto procuratore di Siracusa Giancarlo Longo								Operazione eseguita dalla GdF in tutta Italia

Arrestato ex sostituto procuratore di Siracusa Giancarlo Longo Operazione eseguita dalla GdF in tutta Italia

Longo si è occupato di indagare su questi indagati, ma solo con l'intento di mettere a conoscenza Eni dei particolari dell'inchiesta a suo carico. Stando all'inchiesta del pm Laura Pedio, sarebbe lui l'organizzatore di presunte manovre di depistaggio per condizionare le inchieste milanesi Eni-Nigeria ed Eni-Algeria. Il filone d'indagine si intreccia con l'inchiesta delle Procure di Roma e Messima.

L'inchiesta ha sollevato il velo su due sodalizi criminali e ha consentito di fare luce du ipotesi di bancarotta fraudolenta da parte di soggetti non riconducibili alla struttura delle organizzazioni.

In particolare il gip di Roma ha emesso misure cautelari personali oltre che per Amara, Centofanti e Bigotti anche per Luciano Caruso. Carcere, su disposizione del gip di Messina, anche per Giancarlo Longo, già pm a Siracusa.

L'attività inquinante del magistrato sarebbe invece stata decisiva nel consentire ai clienti o alle imprese vicine ad Amara (a cominciare dal noto gruppo imprenditoriale Frontino di Siracusa) di aggiudicarsi importantissimi contenziosi amministrativi davanti al Tar Sicilia o al Cga, come quelli sul centro commerciale Open Land di Siracusa, per il quale il Comune fu condannato a pagare un risarcimento da 24 milioni di euro, o come quello sulla discarica Cisma a Melilli, o ancora quello sulla costruzione di un complesso edilizio a Siracusa che valse all'Am group un risarcimento da 240 milioni di euro.

L'ex pm di Siracusa Giancarlo Longo, arrestato oggi dalla Finanza, è accusato di associazione a delinquere, corruzione e falso. Il magistrato da qualche mese ha chiesto il trasferimento al tribunale di Napoli.

Inoltre il giudice evidenzia che "a gravità delle condotte da lui (Longo) poste in essere in qualità di pubblico ufficiale che svendeva la propria funzione, concorreva alla redazione di atti pubblici ideologicamente falsi, si faceva corruttore di altri pubblici ufficiali, con piena accettazione da parte degli stessi, che venivano per giunta da lui remunerati con soldi pubblici, intratteneva una rete di rapporti dall'origine oscura e privi di apparente ragion di essere oltre che, in certi casi, contraria ai più elementari principi di opportunità, depone nel senso della assoluta insufficienza a contenere il pericolo di reiterazioni criminosa attraverso misure diverse e meno afflittive della custodia cautelare in carcere". L., già sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, ad oggi destinato ad altre funzioni in altra sede; l'avvocato P.A. con il socio G.e C. (quest'ultimo ai domiciliari); gli imprenditori F. C., Ezio B.(ai domiciliari), Al.

I magistrati che ne hanno chiesto l'arresto parlano di "mercificazione della funzione giudiziaria". E aggiungono: "Longo usava le prerogative a lui attribuite dall'ordinamento per curare interessi particolaristici e personali di terzi soggetti dietro remunerazione". I fatti oggetto di indagine vanno dal 2013 ai primi mesi dello scorso anno. I nuovi sviluppi della bufera Consip che hanno portato a 15 arresti I magistrati di Roma e Messina hanno scoperto una vera e propria associazione a delinquere in cui il magistrato Longo aveva un ruolo rilevante. Con il tecnico si giustificò dicendo che ad indurlo in allarme era stata la "visita" dei finanzieri inviati dalla Procura di Messina che, in effetti, stavano indagando sul collega. Una telecamera piazzata nella stanza lo immortala mentre sale sulla scrivania per perlustrare l'ufficio. Per accertare chi gli avesse dato la 'dritta', gli inquirenti decisero di sequestrargli il cellulare e andarono in Procura, ma l'ex pm non c'era.

A quel punto, Longo si precipitò in ufficio e dichiarò: "Non ho al seguito il cellulare contraddistinto in quanto, lo stesso, si è rotto".

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