Siria, cosa sta succedendo ad Afrin

Militari turchi ad Afrin Siria

Militari turchi ad Afrin Siria

In fin dei conti, il primo obiettivo dei Turchi, ora che hanno dovuto rinunciare al cambio di regime in Siria, scopo dichiarato all'inizio della guerra civile, e perseguito attraverso il supporto a qualunque formazione - curdi esclusi, ovviamente - si sia opposta ad Assad, è evitare che si formino entità autonome curde a ridosso del proprio confine, che diventerebbero un esempio, e un retroterra strategico, per gli indipendentisti curdi di Turchia.

I vecchi partiti kurdi irakeni, dopo aver vinto il referendum sull'indipendenza che si è trasformato in un boomerang con l'intervento dell'esercito irakeno per ristabilire l'unità della nazione, sono in forte crisi e temono che l'esempio federalista e progressista del Rojava siriano si estenda in Iraq, per questo hanno rafforzato la loro alleanza con la Turchia, sia in funzione anti-irakena che anti PKK (Turchia) che Ypg/Ypj, isolandosi ancora di più dal resto del popolo kurdo, compresa la minoranza kurda iraniana. Damasco ha condannato l'invasione turca, mentre Mosca ha esortato tutte le parti a rispettare l'integrità territoriale della Siria.

Secondo Roj News, "gli yazidi che volevano manifestare sono stati minacciati dall'amministrazione del campo e dalle forze di sicurezza Asayish sotto comendo del Pdk, che hanno detto loro che le manifestazioni sno proibite nel campo. Chi prenderà il suo posto se andrà via?". I turchi hanno risposto prontamente, bombardando la strada che conduce ad Afrin, percorsa dalle unità militari filo-siriane venute in aiuto ai curdi assediati dai soldati di Ankara.

Visto da un'altra ottica, questo non è altro che il risultato della resistenza del popolo curdo ad Afrin. Così il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusgolu, nella prima reazione di Ankara alla notizia dell'imminente ingresso nell'enclave curdo-siriana di forze filo-Assad.

Intanto secondo il giornale siriano al-Watan, vicino al regime di Damasco, un nuovo gruppo di combattenti fedeli ad Assad è arrivato nelle ultime ore nella regione. In un appello il Consiglio sanitario di Afrin sottolinea che "Gli attacchi dell'esercito turco hanno raggiunto un livello superiore di crudeltà, Violano il diritto internazionale e i diritti umani, Chiediamo a tutte le organizzazioni di difesa dei diritti umani di venire ad Afrin per condurre delle inchieste sui crimini e il genocidio commessi dallo Stato turco, in particolare con l'impiego di armi chimiche". Erdogan ha annunciato che nel giro di pochi giorni Turchi e ribelli siriani saranno alle porte della città, che si troverà dunque accerchiata. E' ipotizzabile un bagno di sangue che, se le sorti dello scontro dovessero essere favorevoli al regime di Damasco, permetterebbe a quest'ultimo di dispiegare la totalità delle sue divisioni su un ipotetico fronte turco. Anche perché è impensabile che Assad si muova senza il beneplacito dell'alleato russo.

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