Di Francesco: "Nainggolan si ritroverà, in Champions possiamo ancora passare il turno"

Mirko Vucinic

Mirko Vucinic

A cominciare dalla gara di domani sera, avversario il Milan in risalita di Gattuso. Per aggiornare la diretta basta premere F5! Dobbiamo mantenere e volere fortemente il terzo posto e passare il turno con lo Shakhtar.

Sulla formazione che giocherà contro i rossoneri: "Il Milan ha un'ottima rosa e Gattuso è riuscita a sfruttarla al meglio". Giocano un buon calcio, il 4-3-3 esalta i giocatori, faccio i complimenti a Rino. Può giocare sia con Dzeko che al posto di Edin. Loro sono quelli che possono giocare come prima punta. Schick potrebbe giocare dall'inizio come tanti altri.

Cosa vi siete detti dopo lo Shakhtar?

Eusebio Di Francesco è pronto a cambiare la Roma con una vera e propria rivoluzione, e a rischiare sarebbero alcuni senatori della squadra.

CONFRONTO - Allenatore che ieri a Trigoria ha tenuto a ribadire forte alla squadra il concetto espresso in Ucraina. "Ci vuole determinazione, dobbiamo avere continuità e restare in partita per 70 minuti, il tempo che ci consenta di vincere la partita". "Le cose personali restano tali".

Nainggolan non ha aumentato le percentuali da trequartista. E' una questione di aspetto mentale, deve ritrovare la forza e determinazione che ha, al di là del sistema di gioco. 4-3-3 o 4-2-3-1, l'atteggiamento mentale è determinante. "Nainggolan tornerà ad essere quello che conosciamo".

Cosa manca alla Roma per tornare ad essere quella del 2001?

"Parliamo di culture e tempi differenti".

L'aspetto mentale. "Passa attraverso molte cose: regole, progettazione, continuità". Lì si è costruito qualcosa perché era un gruppo che ha giocato insieme per anni e si è creata una coesione totale che è stata fondamentale. Non si può paragonare, sono mondi diversi. Abbiamo rotto l'incantesimo sul sistema di gioco e ne sono felice. Io credo che serva interpretazione nei momenti della gara, nel primo tempo siamo stati aggressivi nella maniera giusta, nel secondo tempo no e mi sono arrabbiato. "Io alleno in un certo modo, cerco continuità in queste cose e dobbiamo migliorare". Sia con che senza.

" Io alleno la Roma, per me l'importante non è il singolo, ma il lavoro di squadra: un giocatore può anche rendere meno, mi interessa l'obiettivo finale: fare prestazioni di squadra importanti". Defrel è più un jolly dell'attacco. "È più facile che giochi uno tra Dzeko e Schick che entrambi". "Non ho sentito le dichiarazioni di Pallotta e non ascolto le radio".

Dopo 8 mesi da allenatore ha capito meglio perché lei è il 14° a sedersi sulla panchina della Roma dal dopo Capello?

"Allenare una grande squadra non è facile". Si vive di alti e bassi. Non mi piace tirare somme e bilanci troppo prematuramente, arriviamo a fine stagione per dare una risposta definitiva.

Nainggolan fisicamente sta bene? Posso dire qualche numero?

Come si supera il problema della continuità?

Cercando di stimolare sempre la squadra. Nel primo gol la linea difensiva è scappata benissimo per tutto il primo tempo. Nell'attimo in cui hai avuto meno attenzione ti hanno fatto male.

L'esclusione di El Shaarawy in Champions in favore di due esordienti come Defrel e Schick, come mai?

"Ho preferito Cengiz che ha fatto gol, ho sbagliato anche lì". Più che il pedigree contano le condizioni psicofisiche dei calciatori. Stephan è uno di quelli che ci ha portato lì, ma era una scelta dovuta al fatto che non lo vedevo al top della condizione fisica e mentale. Ultima considerazione sulla scelta di mandare El Shaarawy in tribuna in Champions League: "Avevo bisogno di due difensori viste le condizioni di Florenzi". Dispiace fare queste scelte, ma è stata una scelta tecnica. Nemmeno il giorno dopo ho parlato con i giocatori.

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