Indagata la maestra che minacciò i poliziotti. Potrebbe essere licenziata

Prof urla contro poliziotti a Torino

Prof urla contro poliziotti a Torino

Sta crescendo sempre di più la polemica riguardante un insegnante elementare che nella giornata di giovedì ha insultato le forze dell'ordine nel corso di un corteo antifascista organizzato per protestare contro un iniziativa elettorale di CasaPound. Così è comparsa negli scatti della manifestazione di Torino la professoressa che ha partecipato agli scontri nella città contro la presenza di Casa Pound.

"Non è a scuola e non lo sarà nemmeno nei prossimi giorni", hanno risposto dall'istituto ai cronisti dalla scuola primaria della periferia nord di Torino in cui insegna la maestra Cassaro. Per me quell'insegnante va licenziata perché è una persona pericolosa per l'educazione dei ragazzi che le sono affidati e chi picchia un carabiniere non è uno che una ideologia, ma un criminale che va assicurato alle patrie galere.

Ieri il ministero dell'Istruzione ha aperto il "caso Cassaro" chiedendo all'Ufficio scolastico regionale una relazione per valutare un eventuale provvedimento disciplinare contro la maestra. "Non ho sbagliato ad augurare loro la morte". "Dovete morire!" Le urla, in piazza a Torino, di una maestra contro i poliziotti, mostrate in un video della trasmissione Matrix di canale 5, hanno sollevato un'ondata di indignazione.

Legata al centro sociale Gabrio, ai No Tav, ai No Muos e, più in generale, all'aerea dell'antagonismo torinese, questa ragazza che si sgola a ogni corteo per far arrivare i suoi improperi a carabinieri o poliziotti, è un nome già annotato più volte dagli agenti della Digos. Penso che questa donna non abbia diritto di stare in classe come insegnante in una scuola pubblica del nostro Paese. La donna è stata ripresa mentre augura la morte ai poliziotti, che si trovavano in loco per contenere l'estrema sinistra e mantenere l'ordine.

Secondo Valeria Fedeli, il rispetto è dovuto sempre e comunque a tutti. Questo perché, in quella posizione, si ricopre un ruolo è non solo quello di trasmettere nuovi saperi e nuove competenze, ma anche quello di educare le nuove generazioni ai valori della legalità, del rispetto reciproco, della convivenza democratica. Il Miur "è intervenuto attraverso l'Ufficio scolastico regionale del Piemonte che, dopo aver svolto i necessari approfondimenti, ha avviato un procedimento disciplinare", ha spiegato Fedeli.

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