Le proteste dei lavoratori di Mediaworld più forti della neve

Mediaworld, lavoratori in sciopero anche a Trento

Mediaworld, lavoratori in sciopero anche a Trento

Confermato lo sciopero proclamato da FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS per il 3 marzo prossimo contro le chiusure annunciate da Mediamarket. "Non possiamo più accettare di partecipare ad incontri dove l'azienda si limiti a comunicarci le decisioni prese senza aprire il confronto con le organizzazioni sindacali e senza tenere in alcun conto le esigenze dei lavoratori". La Regione si è impegnata per sostenerci nel dialogo con la proprietà del centro commerciale e valutare la possibilità di portare a Grosseto un altro investitore di pari valore.

"Nell'ultimo incontro con l'azienda ci è stato riferito un passivo di 17 milioni di euro, ma a domanda specifica su quale sia la causa di questo passivo e quali risparmi darebbe la chiusura dei due negozi non ci è stata data risposta - prosegue il sindacalista - ci dicono invece che le vendite online abbiano avuto un incremento del 33% contro un calo del -1% delle vendite in negozio. Respingiamo una politica aziendale che decide di chiudere punti vendita senza cercare di trovare soluzioni alternative per tutelare i propri dipendenti, anche con ammortizzatori sociali (visto che la società non ha rinnovato l'accordo sulla solidarietà) e allo stesso tempo sposta da una provincia all'altra altri punti vendita, con chiare conseguenze di ulteriori licenziamenti, oltre al fatto di voler ridurre la maggiorazione domenicale dal 90% al 30%, chiedendoti semmai di andare a lavorare tutte le domeniche", viene spiegato. "I lavoratori - si legge nel volantino - hanno il diritto di avere informazioni preventive sul loro destino occupazionale. E ciò riguarderà tutti i lavoratori senza esclusione". Dietro a ogni dipendente c'è una famiglia, con progetti di vita e spese da sostenere e tutto questo deve essere tenuto in considerazione.

Tre anni fa in occasione dello scioccante annuncio di Mediamarket dei 700 equivalenti full time in esubero (circa 1000 dipendenti) insieme si trovò la strada condivisa del contratto di solidarietà e degli incentivi al licenziamento e al trasferimento volontari; un percorso che ha portato risultati soddisfacenti e che ha ridotto gli esuberi a circa 130 full time equivalenti.

Recommended News

We are pleased to provide this opportunity to share information, experiences and observations about what's in the news.
Some of the comments may be reprinted elsewhere in the site or in the newspaper.
Thank you for taking the time to offer your thoughts.