Renzi: "dimissioni sì, ma non a effetto immediato"

Il sindacato piace al politico ma solo sotto le elezioni

Il sindacato piace al politico ma solo sotto le elezioni

"Oggi chi ha vinto è vittima del No al referendum del 2016" ha detto Renzi. In questo governo noi saremo all'opposizione. Siamo stati fin troppo tecnici in questa campagna elettorale. Impossibile allearsi con chi li ha "insultati, chiamati mafiosi, ladri" e chi "ha detto che abbiamo le mani sporche di sangue". Noi non abbiamo cambiato idea nel giro di 48 ore.

L'attuale Segretario del partito ha infatti lasciato intendere di volere 'guidare' il Pd in questo momento non certo facile che porterà più avanti ad un nuovo congresso e di conseguenza ad un nuovo segretario. Cosa farò io? Ho ricevuto migliaia di email. "Non c'è nessuna fuga", assicura. Terminata la fase dell'insediamento del Parlamento e della formazione del governo, io farò un lavoro che mi affascina: "il senatore semplice, il senatore di Firenze, Scandicci, Insigna e Impruneta". "Sono solo alcune ragioni per cui non potremmo mai fare un governo con forze antisistema". Dunque, se Renzi farà il passo indietro, la richiesta sarà di gestire la fase di transizione verso il congresso non con un unico "reggente" ma con un organismo collegiale che inclusa tutte le aree. Lo dice il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, commentando le dimissioni del segretario Matteo Renzi. Faranno il governo senza di noi, saremo all'opposizione dove ci hanno chiesto di stare i cittadini italiani. Ma le sue parole, a tratti molto dure, fanno capire che la guerra all'interno del PD è ufficialmente aperta. "Ci riprendiamo la libertà di fare la politica al di fuori dai perimetri dei palazzi". Allora si era discusso di personalizzazioni, oggi coloro che si erano opposti alla semplificazione del modello istituzionale sono gi stessi che si trovano di fronte a non poter governare. Diremo tre no, che devono essere chiari: no inciuci, no ai caminetti ristretti di chi immagina il Pd come luogo di confronto solo tra gruppi dirigenti, no a ogni forma di estremismo.

"La sconfitta nel collegio di Pesaro - ha poi sottolineato - e' il simbolo di questa campagna elettorale sulla quale dovremo riflettere a lungo".

"Avevamo detto no ad accordi con gli estremisti". Anche perchè molti avrebbero preferito un commissario che traghettasse il partito verso la scelta del nuovo segretario.

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