Morto Ivano Beggio, fondò l'Aprilia

Il mondo del motociclismo piange Beggio storico presidente dell'Aprilia   
                       
                
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Il mondo del motociclismo piange Beggio storico presidente dell'Aprilia Oggi alle 10:43- ult

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, ricorda la figura dello storico fondatore e patron dell'Aprilia Ivano Beggio, scomparso a 73 anni per una grave malattia. Almeno fu così fino al 1962, quando spuntò la A1, un ciclomotore di cui non esistono né foto né tracce se non nei racconti. Beggio fu insignito del titolo del Cavaliere del Lavoro nel 1998, il riconoscimento per un imprenditore che ereditò l'azienda dal padre e la fece diventare famosa in tutto il mondo. 'Ha perso l'ultima corsa, ma per tutta la sua vita e stato un vincente '. Ma anche nelle moto di serie. Da lì l'Aprilia di Beggio non si ferma più: arrivano le vittorie a raffica in 125 e 250 (con Max Biaggi, che di Aprilia diventerà la bandiera) e poi, nella seconda metà del decennio, l'esordio fra le grosse cilindrate con il motore bicilindrico a V stretta che spinge RSV, Futura, Falco e Caponord. Beggio lasciò la presidenza di Aprilia (sulle cui moto si sono forgiati campioni come Max Biaggi e Valentino Rossi, Locatelli, Melandri e Poggiali) nel 2003.

"Continuare a far correre e crescere il marchio Aprilia nel mondo - ha concluso - è il modo migliore per onorarne il ricordo". Pensare di sfidare in pista i Giapponesi, andare a misurarsi contro i costruttori più grandi partendo da zero e alla fine vincere significa mettere insieme testa e cuore. Già nel 1975 inizia l'impegno nelle competizioni fuoristrada, che fruttano ad Aprilia i primi titoli italiani nel cross nel 1977.

Nell'azienda di Noale, Beggio era ben voluto da tutti, perché era il classico "padrone" che aiutava sempre chi aveva bisogno di una mano, un po' come fece un'altra leggenda dell'industria motoristica italiana come Enzo Ferrari.

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