Trump vieta i transgender nell'esercito: "Rischio considerevole per l'efficacia"

Trump toglie i dazi all'Europa: salvi 40,5 miliardi di prodotti made in Italy

Trump toglie i dazi all'Europa: salvi 40,5 miliardi di prodotti made in Italy

È la punizione per i suoi "furti" di segreti tecnologici e commerciali statunitensi e per le sue politiche restrittive o sleali nei confronti delle aziende a stelle e strisce, dice Trump.

Il terzo scenario tratteggiato da Weiwei, vedrebbe la Cina agire in un'ottica di sicurezza: "Gli Stati Uniti usano la sicurezza nazionale come pretesto per tenere sotto controllo altri paesi", scrive il ricercatore facendo poi esplicito riferimento alla Corea del Nord, e dunque anche la Cina "come potenza crescente nell'area", potrebbe, a sua volta, "utilizzare i problemi di sicurezza come argomento di contrattazione con gli USA". Sono loro, i consumatori cinesi, la vera superpotenza. In pratica i dazi colpiranno pesantemente solo la Cina.

Una vera e propria debacle ha interessato la Borsa giapponese con il Nikkei 225 in caduta del 4,51%, mentre provano a limitare i danni i listini europei.

Se da un lato Trump ha rinunciato - almeno per ora - a dividere i 28, dall'altro è "altamente impossibile coprire tutte le questioni Ue-Usa da qui al primo maggio", ha avvertito Juncker. Oggi intanto entrano in vigore i primi dazi su acciaio (25%) e alluminio (10%).

LE RICHIESTE DELL'UE. Nel frattempo l'Unione europea fa sapere di non ritenere sufficiente l'esclusione temporanea concessa da Trump.

Ciò riduce il potenziale impatto economico dei dazi. Questo non vuol dire che l'Europa non sarà colpita più avanti.

Pechino critica l'utilizzo da parte di Washington della sezione 301 dello Us Trade Act, che permette l'imposizione di sanzioni. La Borsa di Tokyo ha fatto segnare la maggiore flessione giornaliera da inizio febbraio proprio a causa delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. L'approccio di Pechino resta tuttavia molto morbido, ma in caso di inasprimento dei rapporti, l'attenzione si potrebbe spostare maggiormente sul settore agricolo, la prima voce dell'export Usa verso la Cina: nel 2016 gli Usa hanno spedito semi di soia verso la Cina per 14,2 miliardi di dollari.

Pechino accusa gli Stati Uniti di avere "ripetutamente abusato" delle regole del commercio internazionale, dopo un verdetto dell'Organizzazione Mondiale del Commercio contro i dazi anti-sussidi varati nell'era in cui alla Casa Bianca c'era il predecessore di Donald Trump, Barack Obama.

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