Valeria, Frizzi le donò il midollo: "Lo volevo testimone di nozze"

Morto Fabrizio Frizzi, quando salvò Valeria donandole il midollo: “Grazie a te sono qui”

Morto Fabrizio Frizzi, quando salvò Valeria donandole il midollo: “Grazie a te sono qui”

"All'epoca il mio midollo risultò compatibile con quello di una bimba le cui condizioni erano preoccupanti", raccontava Frizzi.

In questo drammatico 26 marzo 2018 si ricorda la commovente lettera scritta da Valeria Favorito a Fabrizio Frizzi, a poche settimane dall'intervento che salvò la vita alla piccola malata di leucemia. "Tramite il sistema di donazione nazionale sapevamo che c'era un donatore compatibile ma da Roma non arrivavano risposte perché era sempre impegnato e così mi sono impuntato e ho fatto di tutto per accelerare i tempi".

Sono rimasti in contatto fino alla morte di Fabrizio Frizzi che aveva ricevuto l'invito al matrimonio di Valeria che lo avrebbe voluto come suo testimone. Ho incontrato diverse persone del mondo dello spettacolo ma come lui nessuno, era una delle persone più umane che abbia conosciuto nella mia vita. "E io ho capito che la situazione era delicata anche se oggi dico che non me lo sarei mai aspettato perché speravo di vederlo star bene". La donna racconta di aver scoperto che era stato Frizzi il suo donatore sentendoglielo riferire in televisione.

"Quell'incontro cambiò la vita a Fabrizio", racconta Bellon: "Da allora entrò nell'ottica di Admo e della donazione di midollo osseo quando ancora non era nato il registro nazionale". La donna ha un lavoro in banca e sta per sposare l'uomo che ha conosciuto nel 2011 e con il quale ha vissuto le vicissitudini del secondo trapianto nel 2013, sempre all'ospedale di Verona.

"Nel 2000 ha donato il suo midollo".

Valeria ripete sempre di essere nata tre volte, la prima ad Erice, da cui si è allontanata a 8 anni per trasferirsi con la famiglia a San Pietro in Cariano, nel veronese, la seconda nel 2000 grazie alla generosità di Frizzi e la terza nel 2013 per merito di un secondo donatore, quando la malattia è tornata a presentarsi. Lui era un entusiasta, un entusiasta della vita.

"In questi ultimi anni - continua Lorenzini - sono stata responsabile dei testimonial. Ho capito che stava parlando di me quando ha detto che la ricevente era una persona molto giovane, senza specificare il sesso e l'età". Non a caso, il volto di Fabrizio era apparso su tanti volantini nelle campagne di raccolta fondi di Admo a Natale e a Pasqua. Pur di incontrarlo, la ragazza trovò il coraggio di raggiungerlo a bordo campo dello stadio Bentegodi di Verona, durante una "Partita del cuore" a cui stava partecipando.

Da "Scommettiamo che" a "Europa Europa", dal preserale " Luna park" alla maratona benefica "Telethon", diventa uno dei volti più popolari e amati di RaiUno.

"Frizzi - aggiunge - è tornato più volte a Verona". A raccontarlo, con commozione, è Valeria, la "sorella" di sangue del conduttore scomparso oggi a 60 anni. "Tutti in un locale del centro a festeggiarla e c'era anche lui, quello che lei chiamava il suo fratello più grande, mentre per Frizzi lei era la sorellina" - conclude.

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