L'Aquila, nove anni dopo: una fiaccolata per ricordare

LA TASSA NELL’UOVO

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Ad aprire il corteo, protetto da barriere antiterrorismo installate all' inizio del percorso, lo striscione dei familiari delle vittime. Il vicepresidente Lolli ed il Sindaco hanno inviato la diffida, ma la commissaria sembra andare avanti, dettando tassativamente con una circolare insidiosa e pericolosissima i 30 giorni entro cui fornire la documentazione. Il 6 aprile 2009, alle 3.32, una tremenda scossa di terremoto portò distruzione e morte nel capoluogo abruzzese.

Queste celebrazioni sono momenti utili a ricordare il dolore e la tragedia che ci hanno investiti ma devono essere anche il terreno per una discussione più ampia sul futuro dell'Aquila e dell'intero Abruzzo. Stefania Pezzopane, neo deputato del Pd, ha lanciato un appello all'attuale governo e a quello che si formerà, oltre che al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, e invitato alla protesta.

Stamane, venerdì 6 aprile 2018, al parco pubblico "Vittime 6 aprile 2009" di via Liberato Di Benedetto, sono stati ricordati i tre ragazzi reatini vittime del sisma di L'Aquila 2009: Valentina Argenis Orlandi, Michela Rossi e Luca Lunari.

Nove anni dopo sono arrivati i primi risarcimenti alle famiglie delle vittime. Ilpresidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, ha reso notoche a breve nominerà una commissione, nella quale inserire ancheex sindaci, per ricostruire storicamente il terremoto. Durante l'omelia nel corso della Santa Messa celebrata nella chiesa San Giuseppe Artigiano nella notte, l'arcivescovo Giuseppe Petrocchi ha auspicato la ricostruzione delle coscienze e delle anime con amore e solidarietà. Anche perché, al di là dei numeri e della constatazione che la ricostruzione è stata avviata, la città, specie nel centro storico, è ancora semidistrutta.

Dichiarazione questa, che ha provocato la reazione di un familiare delle vittime, il dottor Vincenzo Vittorini, che nove anni fa ha perso moglie e figlio: "Sono nove anni che cerchiamo di far affermare messaggi su sicurezza e legalità, oggi è il giorno del silenzio e del ricordo, non è il momento di parlare di ricostruzione e di passerelle". Ci sono "zone rosse" interdette, palazzi e portici totalmente "imbracati" e puntellati (il Convitto nazionale, il Comune in piazza Palazzo o la scuola elementare De Amicis ne sono un esempio), negozi abbandonati.

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