Scontri al confine israeliano: 29 palestinesi uccisi, anche un giornalista

Medio oriente continuano gli scontri al confine tra Israele e la Striscia di Gaza

Medio oriente continuano gli scontri al confine tra Israele e la Striscia di Gaza

Nuovi scontri a Gaza, al confine con Israele, dove sono morti due palestinesi, uno dei quali rimasto ferito in una precedente manifestazione.

Il movimento rivendica il diritto al ritorno di circa 700.000 palestinesi che sono stati cacciati o che sono fuggiti nella guerra che seguì la creazione di Israele nel 1948. Nel video si vedono gli abitanti della striscia rifornire costantemente i militanti.

I morti palestinesi in una settimana di proteste, dal 30 marzo, dall'inizio della 'Marcia del ritorno', sono stati almeno 29.

Il segretario generale dell'Olp Saeb Erekat ha condannato la mossa Usa sostenendo che gli Stati Uniti "continuano la loro campagna di incitamento in difesa dell'occupazione colonia".

Insomma, se quella di Gaza può essere definita come "una rivolta pacifica e spontanea", allora si può dire anche che "dopo le elezioni dello scorso 4 marzo l'Italia presenta un quadro politico stabile e rassicurante".

Il portavoce dell'Esercito israeliano, il Colonnello Jonathan Conricus ha affermato che le regole di ingaggio non sono cambiate. Scattata la risposta dell'esercito, che hanno lanciato lacrimogeni e sparato: fin qui sono diciannove le vittime ed oltre mille le persone ferite. Per molti anni, il Qatar ha rappresentato un soggetto finanziatore e alleato dell'organizzazione palestinese che guida i territori della Striscia di Gaza, tanto che il precedente leader del gruppo, Khaled Mashaal, è stato per anni ospite a Doha.

Dall'enclave curda di Afrin nel Nord alla Goutha orientale in Siria, dallo Yemen a Gaza, il Medio Oriente è stato in questa Pasqua 2018 e come da tanti anni a questa parte, teatro di tante guerre e conflitti, alcuni irrimediabilmente in corso da decenni, altri molto più recenti e portatori di imprevedibili sviluppi politici nel prossimo futuro.

I palestinesi avevano un piano ben preciso, ossia quello di creare una sorta di barriera di fumo bruciando oltre 10mila copertoni per ostacolare la vista ai militari d'Israele.

La protesta, iniziata una settimana fa, dovrebbe concludersi il 15 maggio.

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