Governo, botta e risposta tra MoVimento 5 Stelle e Forza Italia

Berlusconi, nessuno può dirmi cosa fare

Berlusconi, nessuno può dirmi cosa fare

Conclusa la prima giornata del secondo giro di consultazioni al Quirinale. Tra i principali temi ricordiamo: "la riduzione delle tasse, il lavoro per i giovani, la riforma delle pensioni, la lotta alla povertà, il sostegno alle popolazioni terremotate, il contrasto alla criminalità, la ferma opposizione all'immigrazione clandestina, la riforma della giustizia e della burocrazia". Qualche telefonata ma volta, soprattutto, a quella che sembra essere più una spartizione di poltrone che non un accordo su basi programmatiche e di governo. Venerdì mattina toccherà al presidente emerito Giorgio Napolitano, seguito dal presidente della Camera Roberto Fico e dal presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti. Diverse sono le opzioni in esame, ma Mattarella dovrà prima definire la "ratio" del suo intervento. Chi si aspettava la rappresentazione plastica di un numero uno ridotto a gregario rimane deluso. "E ora in questo territorio non c'è più nessun rappresentante della Lega nei posti istituzionali che erano stati conquistati, è un paradosso voluto dalla dirigenza". La nomina è stata ufficializzata ieri a Bari, presente il leader Matteo Salvini, tornato poi a Roma in tempo per le consultazioni con il presidente Mattarella. "C'è solo una soluzione per sbloccare questo stallo e investe Silvio Berlusconi - ha spiegato Luigi Di Maio - deve mettersi di lato e consentire la partenza per un governo di cambiamento. Se la Lega e il centrodestra vinceranno queste due elezioni vedete che il governo arriva in fretta, qualcuno abbassa la cresta e noi finalmente cominciamo a lavorare" è il messaggio che lancia Salvini e che pare diretto sia a Di Maio che a Berlusconi. Un segnale poco rassicurante per LeU, come pure lo è per Pd e alleati il 21% in cui si ritrova l'area di centrosinistra nel suo complesso. Ma un governo del genere non c'è ancora e quello che sta succedendo nel mondo ne rende comunque più difficile la nascita.

Dunque, è giusto considerare, a questo punto, che il Cavaliere tiene in ostaggio la sua Dama, rappresentata in questo caso da Matteo Salvini. Lo stesso reggente del partito, Maurizio Martina, d'altra parte condanna i "balletti" e i "tatticismi" del centrodestra e del M5s in un momento in cui, con la crisi siriana alle porte, servirebbero atteggiamenti "all'altezza della situazione". Qualunque sia la risposta, c'è una certezza: bisogna mettere da parte tatticismi, personalismi ed egoismi per iniziare a trattare. Lo segue Meloni, che non è da meno e sul bombardamento dice: "Attacco in Siria fuori dalla legalità internazionale in assenza di un pronunciamento dell'Onu sui presunti attacchi chimici".

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