4 italiani tra i morti sulle Alpi

Notte al gelo, in 4 muoiono sulle Alpi

Notte al gelo, in 4 muoiono sulle Alpi

Altri 5 escursionisti si trovano in condizioni gravissime, a causa di un forte stato di ipotermia. Due alpinisti di 21 e 22 anni hanno invece perso la vita sul monte Monch. Esperienza che purtroppo non è bastata agli altri escursionisti morti sulle Alpi, che non sono riusciti a resistere al grande freddo.

Il gruppo era atteso domenica notte al rifugio Des Vignettes, ma non ci è mai arrivato. Nata e cresciuta in Bulgaria, era titolare col marito dell'agenzia Mig Mountain a Chiasso. "Cinque i ricoverati - che non destano preoccupazione - per le conseguenze dell'ipotermia".

Sono tutti italiani i 4 escursionisti morti ieri dopo essere rimasti bloccati da una bufera di neve nella zona della Pigna d'Arolla, a oltre 3.000 metri di quota lungo il percorso della Haute Route, un itinerario scialpinistico che collega Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, con Zermatt, sotto il Cervino. Gli altri 13 scialpinisti - secondo il giornale - senza punti di riferimento, hanno passato la notte a poche centinaia di metri dalla struttura, "a cinque minuti con gli sci".

Per salvare gli alpinisti sono decollati diversi elicotteri con a bordo 7 medici, personale infermieristico e 7 guide alpine. Di lui non si avevano notizie da lunedì sera, ma alla fine è stato messo in salvo. Oltre alla quarta vittima, Marco Castiglioni, 59 anni, nato a Como e residente in Svizzera, guida alpina che conduceva il gruppo, c'era anche un altro lombardo a compiere l'escursione: Tommaso Piccioli, architetto milanese, era amico dei tre bolzanini morti e aveva frequentato proprio al Cai di Bolzano dei corsi di scialpinismo. Le vittime italiane, in differenti episodi, sono sette. "Io sapevo già che sarebbero morti quasi tutti, comunque più della metà".

Sempre lunedì una valanga ha travolto due francesi che sciavano vicino al ghiacciaio Allalin, nel cantone vallese.

Secondo un padre gesuita, che aveva tradotto la lettera in italiano, anche il nonno del pretendente aveva a suo tempo richiesto al re di Francia, Ludovico XIII, di procurargli una fidanzata e che il sovrano gli aveva proposto la scelta tra una principessa francese e una Contarini, una nobile famiglia appartenente al patriziato veneziano, facente parte delle antiche famiglie apostoliche, ma non le cronache del tempo non riportano la conclusione della faccenda.

"Ogni tanto - ha detto al TG3 - mi veniva la voglia di lasciarmi andare, ma dopo pensavo a mia moglie".

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