Quirinale: lunedì nuove consultazioni in un giorno

Caos post elettorale

Caos post elettorale

Roma - Formazione del governo, lunedì nuovo giro di consultazioni da parte del presidente della repubblica Sergio Mattarella. Consultazioni accelerate che si terranno in un unico giorno. Il "no" presidenziale ha una chiara spiegazione: dei 60 giorni trascorsi dal voto, quasi la metà sono stati sperperati proprio nel tira-e-molla tra M5S e Lega su Berlusconi dentro o fuori, e su chi dovrebbe guidare il triciclo. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies leggi l'informativa estesa. Seguirà quella del centro-destra che si presenterà al Colle in un'unica delegazione. Per questo mi auguro che i partiti la smettano con i loro balletti. Il Parlamento deve essere sciolto dal presidente della Repubblica tra i 45 e i 70 giorni prima della data fissata per le elezioni Politiche.

Nessuna rottura, quindi. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ha addirittura dato la sua benedizione alla sterzata renziana: "Più forza al Pd per affrontare i passaggi difficili delle prossime settimane". Anche lui come Luigi Di Maio, tornato in pieno ai toni da campagna elettorale. I leghisti però non intendono rompere la coalizione, soprattutto ora che Molise e Friuli confermano la leadership di Salvini. Ecco il calendario: 10.00 "Movimento 5 Stelle" 11.00 "Fratelli d'Italia". Il fatto è che le dilaniazioni del Pd avvengono in un momento in cui il Paese rischia di avvitarsi attorno a una crisi istituzionale profondissima per mancanza di una maggioranza che riesca a far partire un governo. I primi due giri di consultazioni hanno dato esito negativo, così Mattarella, come da prassi, ha conferito alla Presidente Casellati l'incarico di mandato esplorativo per vagliare la possibilità di un governo Cdx-M5S. Ed è chiaro che un negoziato di tale rilievo politico, per l'Europa e per l'Italia, richiede un governo, per quanto stimabile, non in ordinaria amministrazione. "Amico mio, non funziona così".

Il senatore di Scandicci detta la linea al partito anche ruvidamente e senza porsi il problema di indebolire il segretario reggente Martina sconfessato nel suo tentativo di dialogo "preventivo" con i Cinque Stelle che stava sperimentando insieme a Dario Franceschini, Andrea Orlando, Michele Emiliano, Piero Fassino e tanti altri. E che se non riuscirà ad ottenere la fiducia in Parlamento porterà il Paese alle elezioni a fine estate.

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