Il messaggio di Mattarella: l'Europa resta un pilastro della politica italiana

Morte di una legislatura mai nata

Morte di una legislatura mai nata

Il presidente ha ribadito la necessità per l'Ue di ritrovare la visione originaria della "solidarietà" tra Paesi e ha citato Stefan Zweig, scrittore austriaco del secolo scorso, che, durante la prima guerra mondiale osservava come "il grande monumento all'unità spirituale d'Europa" "senza uno sforzo comune, manutentore e perseverante, cadrà nell'oblio".

"Tutti sanno - ha concluso il presidente della Repubblica -, che nessuna delle grandi sfide alle quali il nostro continente è oggi esposto, relative all'energia, al cambiamento climatico, alla rivoluzione digitale, alle disuguaglianze economiche, al contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, all'epocale fenomeno migratorio, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell'Unione, preso singolarmente, quale che sia la sua dimensione".

Mattarella, che entra con il presidente della Repubblica irlandese Higgins, parla per oltre 40 minuti, nel giorni di attesa verso il possibile accordo M5S-Lega per il governo, viene alla Badia Fiesolana, sede dell'Istituto universitario europeo, per tracciare la sfida che ha l'Unione europea per superare populismi, spinte sovraniste ma soprattutto la "sfiducia generalizzata" di tanti cittadini europei che faticano a riconoscere le "tre generazioni di pace" che l'Unione ha regalato, oltre ai tanti benefici reali ma "offuscati da una immagine caricaturale: una Europa lontana, caricaturale, l'Europa delle banche e dei banchieri".

"Pensare in Europa di potercela fare da soli è pura illusione, oppure è un inganno consapevole delle pubbliche opinioni".

Difficile non leggere nella parole pronunciate stamane a Sergio Mattarella qualche nesso con l'evoluzione della situazione politica: "Pensare di farcela senza l'Europa significa ingannare i cittadini". Vedono sempre meno nelle istituzioni di Bruxelles un interlocutore vantaggioso, rifugiandosi in un orizzonte puramente domestico, nutrito di una illusione: "pensare che i fenomeni globali che più colpiscono possano essere affrontati a livello nazionale", ha aggiunto Mattarella. Per Mattarella, inoltre, è un errore volere "formule ottocentesche per la soluzione ai problemi degli anni 2000". "Abbiamo una moneta capace di costituire un punto di riferimento concreto sul piano internazionale, un ruolo che nessuna moneta nazionale potrebbe svolgere". È successo al termine della visita del Capo dello Stato a Villa Salviati, sede degli Archivi storici dell'Unione europea.

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