È italiana la mano robotica che può fare la differenza

Mano robotica: ecco Hannes, la mano che piega le dita come quella naturale

Mano robotica: ecco Hannes, la mano che piega le dita come quella naturale

Un nome in omaggio al professor Hannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, a cui si deve l'avvio dell'attività di ricerca protesica e la prima protesi mioelettrica Inail-Ceca del 1965. Con una maaggiore durata della batteria, migliore capacità e performance di presa, costo ridotto di circa il 30% rispetto ai dispositivi attualmente in commercio, "Hannes", la nuova mano protesica di derivazione robotica sviluppata dal Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di tecnologia, è unica al mondo. La mano robotica, che senza necessitá di intervento chirurgico permetterá di restituire alle persone con amputazione dell'arto gran parte della funzionalitá perduta, è stata presentata a Roma, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta al Parlamentino Inail. Il direttore generale Giuseppe Lucibello:"Noi abbiamo investito nella costruzione di una rete di eccellenza, l'IIT è forse il partner principale ma il Sant'Anna di Pisa, il Campus Biomedico di Roma, la Sapienza, il Politecnico di Milano sono partner con i quali stiamo lavorando alacremente e produrremo importanti risultati della ricerca, non solo nel campo della protesica e della riabilitazione, ma anche nel campo della salute e sicurezza, tutto ciò che serve in funzione preventiva a migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori".

Può afferrare oggetti anche di piccole dimensioni tra il pollice e l'indice (pinch grasp), ottenere una presa fino a 15 kg (power grasp) e prendere accessori sottili (lateral grip), riuscendo ad adattarsi alle resistenze esterne. Questa tecnologia permette alle persone di comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali grazie a due sensori che ricevono e interpretano il segnale elettrico proveniente dal cervello, attivando il movimento del polso o della mano.

Migliorie anche nel motore, che in questa protesi è soltanto uno e quindi consente di avere una autonomia maggiore, fino ad un giorno completo.

Si tratta di una protesi che sfrutta la contrazione del muscolo residuo dell'arto mancante, e lo fa attraverso un sistema di controllo mioelettrico basato su algoritmi di intelligenza artificiale. "Si adatta perfettamente all'oggetto che io cerco di afferrare - ha raccontato Zambelli - è questa la principale differenza rispetto a tutte le altre protesi". "La mano è solo il primo esempio, ma sulla stessa base stiamo sviluppando esoscheletri e protesi di braccia e gambe". "Sono molto soddisfatto di questo prodotto - ha dichiarato Poletti - La nuova mano robotica è un fiore all'occhiello tutta italiana ed è nata dalla collaborazione di due più istituzioni pubbliche". Questo avviene quasi "mimando quelli che sono i tendini della mano umana".

Hannes sarà disponibile a partire dal 2019 ed è stata realizzata in 2 taglie e in versione destra e sinistra. Mi dico: "'perché fare con la sinistra cose che, adesso con la protesi, posso fare con la mano destra?'". È inoltre dotato di differenti soluzioni cosmetiche, con guanti di rivestimento diversificati per uomo a donna.

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