Mattarella omaggia Luigi Einaudi

Il gigante politico e i promessi sposi

Il gigante politico e i promessi sposi

Una nomina per cui Einaudi, ha aggiunto Mattarella, "non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Dc". E in particolare, il complesso e delicato rapporto tra presidente della Repubblica, governo, Parlamento, maggioranza e popolo, che si basa su poteri e "freni" per impedire "abusi". Dice ancora Mattarella, citando Luigi Einaudi. Il presidente della Repubblica ricorda poi così la "democrazia in bilico" del Dopoguerra nel 70esimo anniversario del giuramento di Luigi Einaudi da presidente della Repubblica. A seguito di un breve tentativo con Attilio Piccioni, il presidente Einaudi scelse una personalità estranea alle indicazioni dei partiti: il 17 agosto 1953, l'incarico venne conferito a Giuseppe Pella, economista e più volte ministro dei dicasteri economici (quello che oggi chiameremmo un "profilo tecnico"). Preoccupazioni che il Capo dello Stato ha eloquentemente espresso nel suo intervento a Fiesole alla conferenza su "The State of the Union". Il presidente della Repubblica ha iniziato il suo percorso nelle Langhe con la visita intorno alle 16 al cimitero doglianese per rendere onore alla tomba dello statista, dove ha deposto una corona. Il suo "è un ruolo di tutore dell'osservanza della Costituzione". Ma oggi Mattarella ha ricordato anche un altro passaggio cruciale che attiene alle prerogative del capo dello Stato: "Einaudi rinvio' al Parlamento due leggi, perche' comportavano aumenti di spesa senza copertura finanziaria, in violazione dell'art.81 della Costituzione". "È, scrisse nella nota, dovere del Presidente evitare si pongano precedenti grazie ai quali accada che egli non trasmetta al suo successore, immuni da ogni incrinatura, le facoltà che la Carta gli attribuisce". Salvini pur continuando ad ogni piè sospinto a dichiararsi fedele alla alleanza di centrodestra si è sempre mosso come se non fosse tenuto ad alcun patto di ferro con gli altri due contraenti l'alleanza e Di Maio con la sua iperbolica ipocrisia si è spinto fino a dire che "non c'è alcun veto su Berlusconi", quel Berlusconi poco prima dipinto da Di Battista come il male assoluto. "E la democrazia uscì vincente dalla prova". Forse a qualcuno sono fischiate le orecchie, forse qualcuno ha ricordato le parole del capo dello Stato di lunedi' scorso sul governo neutro e di servizio.

"Scelta ministri importantissima" Mattarella, in una fase delicata della politica italiana, nella quale il capo dello Stato sarà chiamato a ratificare la nominare dei ministri del governo M5s-Lega al quale si sta lavorando in queste ore, ha ricordato inoltre che "tale era l'importanza che Einaudi attribuiva al tema della scelta dei ministri, dal volerne fare oggetto di una nota, nel 1954, in occasione dell'incontro con i presidenti dei gruppi parlamentari della Dc, dopo le dimissioni del governo Pella". Einaudi, riferendosi alla prerogativa del sovrano (e, vien da pensare, interrogandosi implicitamente sul ruolo del Presidente della Repubblica), osservava che essa "può e deve rimanere dormiente per lunghi decenni e risvegliarsi nei rarissimi momenti nei quali la voce unanime, anche se tacita, del popolo gli chiede di farsi innanzi a risolvere una situazione che gli eletti del popolo da sé, non sono capaci di affrontare".

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