Corruzione, arrestato Antonello Montante Avrebbe spiato indagini di giudici e poliziotti

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A un sesto indagato è stato notificato un provvedimento di interdizione, la sospensione per un anno dal lavoro. Le accuse vengono mosse a vario titolo, si va dall'accesso abusivo al sistema informatico, ai delitti contro la PA, alla corruzione. L'imprenditore ed ex presidente di Sicindustria ai domiciliari.

Precisiamo che il consultorio che aveva sede nel presidio di Rocca di Papa è stato chiuso quasi due anni fa, a causa dell'esiguo numero di prestazioni.

Antonello Montante, 55 anni è il protagonista della stagione d'oro degli industriali in politica iniziata ormai da quasi due decenni e bruscamente interrotasi con le prime inchieste su di lui. Si tratta dell'ex assessore regionale Marco Venturi e l'ex presidente dell'Irsap, Alfonso Cicero. Paradossalmente, Montante, è stato proprio l'artefice di un comportamento etico della stessa Confindustria di cui era il presidente in Sicilia, una serie di norme comportamentali che prevedevano l'espulsione dall'associazione per quegli imprenditori che non avessero denunciato i boss che li taglieggiavano. Occupazione spasmodica di Montante era precostituire documentazione da spendere in futuro per neutralizzare possibili future accuse, puntualmente accreditando la tesi del complotto ai suoi danni in ragione del suo impegno sul fronte antimafia. Un archivio segreto, diviso in cartelle di colore diverso e cd-rom custoditi in un bunker allestito dietro una parete segreta della sua stanza da letto.

Nel corso delle indagini, inoltre, Montante e il suo gruppo avevano cercato di depistare le indagini, ma non hanno ottenuto l'effetto sperato.

Montante poteva contare su una articolata rete di complicità. L'imprenditore ha ricoperto anche la carica di responsabile nazionale per la legalità.

CONCORSO ESTERNO, L'INDUSTRIALE "A DISPOSIZIONE" Il 22 gennaio 2016 erano scattate le perquisizioni negli uffici e nell'abitazione di Antonello Montante che era stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Montante "ha infatti con ogni mezzo tentato di indurre al silenzio le persone in grado di riferire circostanze compromettenti sul suo conto", in particolare sui rapporti intrattenuti in passato con esponenti mafiosi della provincia di Caltanissetta, "operando in modo da screditarne l'attendibilità, così da annullare il valore del contributo da queste offerto per l'accertamento della verità".

Addirittura riusciva a monitorare anche preventivamente i collaboratori di giustizia. "L'indagine condotta da uomini della polizia di Stato dimostra che il sistema ha gli anticorpi", ha aggiunto il questore di Caltanissetta Giovanni Signer.

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