Giro: Aru, squadra è stata eccezionale

Yates Giro

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"Una giornata no può capitare a tutti" diceva ieri Fabio Aru. Non ci sono altre motivazioni.

L'allungo dell'inglese nel finale è costato 21" allo scalatore sardo, che al termine della frazione ha commentato il proprio momento con lucidità e sportività: "Ringrazio i miei compagni di squadra, oggi hanno ulteriormente dimostrato che posso contare su un team affidabile - ha detto il vincitore della Vuelta 2015 - Quando è caduto Woods, prima del penultimo strappo, si è frazionata la testa del gruppo, ma in quel frangente Marcato e Ulissi sono stati eccezionali a chiudere il buco. "In due week-end di Giro d'Italia possono accadere tante cose e verificarsi veri ribaltamenti: "2'36" di ritardo dalla maglia rosa non è poco, ma nemmeno un'eternità".

Sul Gran Sasso, dove ha trionfato Yates, a tre chilometri dall'arrivo il sardo ha mollato, perdendo terreno non solo dai primissimi della classe, ma anche da alcuni "gregari", per quanto di spessore: "alla fine 1'14" di distacco, abbuono escluso. Non resta quindi che continuare a seguire la manifestazione e vedere se Fabio Aru riuscirà a conquistare il Giro d'Italia. "Ha una squadra in grado di sostenerlo e vedremo cosa accadrà". Come ha scritto Pier Bergonzi nell'editoriale sulla Gazzetta di oggi, vincere una tappa in rosa è un evento raro ed è anche un marchio di garanzia sulla maglia di chi ci riesce. E Froome? Andato lui pure in crisi, potrebbe diventare un alleato per Aru? Che cosa bisogna fare, adesso, per cercare di salvare questo Giro? Ma non basterebbe per giudicare positivamente il Giro del talento di San Gavino Monreale. "E' ancora molto lungo".

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