Flat tax in due tempi: cosa cambia per le famiglie

Secondo i sostenitori della flat tax, sosterrebbe la crescita economica: ad oggi, è in vigore in Russia e in alcune Repubbliche ex sovietiche, dove è particolarmente diffusa.

In un'intervista ad Agorà, il leghista Alberto Bagnai ha spiegato in che modo il nuovo governo ha intenzione di introdurre la flat tax, il sistema fiscale che applica la stessa tassazione, in termini di aliquota, a tutti i contribuenti indipendentemente dal loro reddito. "Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires - argomenta Marattin - e a ridurla dal 27,5% al 24% è stato il governo Renzi".

Tale misura, che per le imprese era stata pensata dal governo Renzi ma poi rinviata in extremis per non far scattare l'aumento Iva, avendo il governo deciso di dare priorità ad altri provvedimenti come il "bonus Irpef" da 80 euro al mese, dovrebbe costare 30 miliardi di euro nel caso in cui fossero varate due aliquote (15% fino a 80 mila euro di reddito, 20% sopra tale soglia). Ma anche in questo casi i figli smorzano il peso degli sconti fiscali. E in moltissime famiglie italiane c'è una ragazza o un ragazzo che combatte fra mille ostacoli che deprimono la sua intraprendenza.

La flat tax, quindi, non partirà subito per tutti.

In Italia, che come la quasi totalità dei paesi occidentali adotta un sistema progressivo, l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) si applica sulla base di scaglioni che vanno dal 23 al 43 per cento. Una somma imponente che andrebbe coperta con altrettanti tagli di spesa o nuove entrate. Sono diversi i dossier sul tavolo del neoministro dell'Economia Giovanni Tria.

Bagnai ha inoltre escluso che la riduzione venga finanziata con un incremento delle imposte indirette: "Per noi il discorso dell'aumento dell'Iva è assolutamente fuori discussione", ha affermato. Poi tutto sarà a regime per il 2020.

La flat tax partirà prima per le imprese, nel 2019, e l'anno dopo per le famiglie.

Per quanto riguarda le famiglie, invece, Siri ha annunciato che si comincerà "già dal 2019 con dei parametri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla".

Su giovani e lavoro si farà riferimento alla Costituzione, al primo articolo della Carta, declinando le promesse elettorali: ovvero un maggiore sostegno a chi oggi è ai margini della società, ma allo stesso tempo, come ha chiesto la Lega, intrecciando l'obiettivo di una maggior reddito sociale per gli incapienti con la garanzia di impegno e responsabilità da parte di chi saranno i destinatari.

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