Nuova intesa UE: al 32% la quota di energie rinnovabili

Ue: rinnovabili al 32%

Ue: rinnovabili al 32%

Rinnovabili. E' stata votata nella notte tra il 13 e il 14 giugno la nuova direttiva europea sulle rinnovabili (RED II) che sancisce il nuovo obiettivo vincolante per l'energia rinnovabile in Ue al 2030, fissato al 32%, compresa una revisione da attuarsi entro il 2023 per un eventuale rialzo dell'obiettivo Ue.

Anche il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha commentato in merito all' accordo fra Consiglio, Commissione e Parlamento Ue sulle regole per aumentare l'uso di energia rinnovabile: "E' una buona notizia l'accordo tra le istituzioni europee sulla nuova direttiva rinnovabili, che aggiorna il quadro normativo al 2030 e riconosce per la prima volta il diritto dei cittadini di partecipare alla rivoluzione energetica in corso nell'ottica dell'abbattimento delle emissioni".

La Ue ha anche deciso lo stop all'uso dell'olio di palma entro il 2030, e la rimozione di alcune barriere per i piccoli produttori di energie rinnovabili. L'accordo fissa il target di rinnovabili nei trasporti al 14%, e al 3,5% quello per i biofuel avanzati (cioè da residui) e introduce criteri di sostenibilità per l'impiego delle biomasse forestali. Tali consumatori inoltre devono ricevere una remunerazione per l'elettricità rinnovabile autoprodotta che immettono nella rete. Infatti, nella Silicon Valley, le aziende hanno aderito a Re100, un'iniziativa proposta su scala globale che si propone l'obiettivo di favorire l'adesione all'utilizzo di energie esclusivamente rinnovabili da parte delle aziende più famose ed influenti al mondo.

L'accordo provvisorio individua un sotto-obiettivo con un aumento annuo dell'1,3% delle energie rinnovabili per gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021. "La natura vincolante dell'obiettivo del 32% garantirà inoltre una maggiore certezza agli investitori".

L'accordo recipisce due delle otto proposte legislative del pacchetto Energia pulita per tutti che era stato adottato dalla Commissione europea il 30 novembre 2016.

La direttiva sulle rinnovabili dovrà essere approvato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio UE. Il target al 32% è troppo basso e non sufficiente per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e "permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni rispetto al cambiamento climatico", commenta Sebastian Mang, consulente energia di Greenpeace Ue.

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