Consiglio Superiore Sanità: 'Non esclusa pericolosità cannabis light, no a libera vendita'

Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della

Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della "cannabis light"

L'uso della cannabis per reumatismi, gotta e altre patologie è riportato fin dagli inizi del terzo millennio avanti Cristo, in Cina, spesso con più accento sulle proprietà medicinali e terapeutiche che su quelle psicotrope.

Il Consiglio superiore di Sanità è un organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della salute che esprime parere su richiesta del Ministro e nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in ogni altro caso in cui le Direzioni Generali ne facciano richiesta per l'adozione di provvedimenti normativi od amministrativi e nella eventualità che l'Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell'Organo per decidere contenziosi.

La ministra Giulia Grillo ha precisato: "Il precedente ministro della Salute il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere interno al Consiglio Superiore di Sanità sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza". C'è il rischio concreto, quindi, che anche la Marijuana legale diventi illegale. La raccomandazione del Css, in possesso dell'AdnKronos Salute, è "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

COS'E' - Cos'è il Consiglio superiore di sanità?

Al Css sono stati posti due quesiti: se questi prodotti siano da considerarsi pericolosi per la salute umana, e se possano essere messi in commercio ed eventualmente a quali condizioni. Per le sue caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui il cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili, con un consumo che avviene al dì fuori di qualsiasi possibilità di monitoraggio e controllo delle quantità effettivamente assunte. A riaccendere i riflettori sulla cosiddetta marijuana leggera è stato un parere del Consiglio superiore di sanità (Css), richiesto nei mesi scorsi dal ministero della Salute. Riguardo alla prima domanda, il Consiglio "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di 'cannabis' o 'cannabis light' o 'cannabis leggera', non può essere esclusa". Grillo ha fatto sapere di aver "investito della questione l'Avvocatura generale dello Stato per un parere, anche sulla base di elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti".

Secondo Coldiretti il giro d'affari stimato è di oltre 40 milioni di euro, che si sviluppa sia nei negozi veri e propri, sia su internet.

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