Vertice Ue, Conte blocca approvazione parziale conclusioni

Negli uffici della Commissione europea a Bruxelles 24 giugno 2018

Negli uffici della Commissione europea a Bruxelles 24 giugno 2018

L'impostazione che propone il governo italiano in vista del summit europeo di domani è sempre lo stesso: "Le coste italiane sono coste europee, il criterio del Paese di primo arrivo va rivisto e superato, non possiamo portare tutti in Italia e Spagna". "Da questo Consiglio esce una Europa più responsabile e solidale, l'Italia non è più sola", ha già fatto sapere il premier. Ormai la destra radicale parla di cambiare le politiche e il funzionamento dell'Unione anziché di uscire da quella che ha smesso di definire una "prigione dei popoli".

Dopo una lunga notte di trattative, scontri e minacce, veti e controveti, l'Ue, al termine della prima giornata del Consiglio europeo in corso a Bruxelles, ha raggiunto l'accordo tra i 28 leader sulle conclusioni, trovando la quadra anche sulla spinosa questione dell'immigrazione che rischiava di spaccare l'Europa. Ha ragione su entrambi i punti. In Europa si potranno creare centri di accoglienza nell'ambito degli Stati membri ma solo su base volontaria.

Qualche ora dopo arriva anche la dichiarazione di Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno: "Non mi fido delle parole, vediamo gli impegni concreti, vediamo che succede", dice a Radio Capital.

L'accordo prevede il principio secondo il quale "chi arriva in Italia, arriva in Europa", ma anche il rifinanziamento del Fondo fiduciario per l'Africa; la necessità di riformare il regolamento di Dublino; l'apertura di centri di sbarco e accoglienza nei paesi terzi e quelli volontari in Europa. L'Ue "resterà al fianco dell'Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo". Per questo, in vista del dibattito sul prossimo bilancio europeo, ha aggiunto, "proporrò che il negoziato riservi un'attenzione finanziaria più sostanziale dei fondi europei destinati all'inclusione sociale e il fondo sociale europeo che potrebbe finanziare la riforma sull'impiego, il bilancio 2021-2027 è uno strumento chiave per raggiungere questo traguardo".

Di fatto, quindi, si stabilisce che l'ospitalità sarà riservata a chi volontariamente la farà e comunque limitando al massimo quegli spostamenti che gli accordi di Dublino impediscono (almeno fino alla loro revisione), con buona pace per l'Italia che rischia di ritrovarsi punto e a capo. "C'è la volontà - ha continuato - di proteggere meglio le nostre frontiere, rafforzando l'impegno nella materia; rafforzare le regole sull'accoglienza e c'è la proposta di avere dei centri controllati sul territorio europeo per organizzarla meglio". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferendo alla Camera sul Consiglio Ue del 28 e 29 giugno, in un'aula al gran completo. "Questo lavoro - ha proseguito - ha permesso da una parte di avere la cooperazione e dall'altra parte di introdurre delle idee nuove: la Francia voleva proporne qualcuna e sono state seguite". Una soluzione "attraverso una collaborazione tra più Stati che decidono di andare avanti assieme", come enunciato dal presidente francese Emmanuel Macron. Ma, ha avvertito la cancelliera, "abbiamo ancora molto lavoro da fare per superare le divisioni".

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