Caso Diciotti, la versione dei migranti: "Abbiamo solo urlato"

La nave Diciotti è a Trapani e presto i 67 migranti dovrebbero scendere

La nave Diciotti è a Trapani e presto i 67 migranti dovrebbero scendere

"L'intervento del Presidente è stato d'obbligo per far sbarcare i migranti", ha detto Di Maio.

I primi a scendere nel porto di Trapani sono stati i due migranti indagati in stato di libertà dalla Procura per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa.

A bordo della nave Diciotti c'erano anche tre donne, due minorenni non accompagnati, un pakistano di 16 anni e un egiziano di 17; il numero maggiormente numeroso è rappresentato da migranti provenienti dal Pakistan, che sono 23.

Il Colle, preoccupato per la sorte delle persone a bordo tra cui donne e bambini, ha contattato il premier Conte che poco dopo ha annunciato lo sbarco. "Gli interventi di Mattarella penso siano sempre positivi in qualsiasi situazione per come è il nostro presidente della Repubblica". L'unica cosa che mi farebbe arrabbiare è che tutti gli sbarcati della Diciotti finissero a piede libero, qualcuno deve pagare, ci deve esser certezza della pena.

"I quattro giorni di navigazione a bordo della nave della guardia costiera - ha aggiunto - sono trascorsi tranquillamente". E a riconoscerlo è anche il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio che, ospite di Agorà, su Rai3, spiega: "Se il presidente della Repubblica interviene bisogna rispettare il presidente della Repubblica, poi bisogna lavorare su procedure più veloci". Mattarella ha insomma probabilmente colto l'occasione per ricordare al mondo politico, e ai partiti di governo in particolare, che il capo dello Stato ha delle prerogative e dei poteri di intervento che gli derivano dalla Costituzione e che non avrà timore (come peraltro dimostrato durante le consultazioni) ad utilizzarli per riportare il dibattito, il confronto all'interno dell'esecutivo nell'alveo di quelle regole indicate dalla Carta.

Proprio su questo punto si è giocato il braccio di ferro tra il ministero dell'Interno e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. E il ministro dell'Interno salvini non molla: sulla Diciotti "andrò fino in fondo fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia", afferma a Rtlm sottolineando di essere "ministro dell'Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti". "Se il pericolo paventato a bordo della Vos Thalassa non corrispondesse al vero, lo dirà la magistratura". Non ci sono state le manette: Ibrahim Bushara, sudanese, e Hamid Ibrahim, ghanese, sono stati i primi a lasciare la nave della guardia costiera italiana, scortati dagli uomini della squadra mobile.

Fino a quel momento l'imbarcazione era rimasta fuori dal porto siciliano. Le organizzazioni umanitarie presenti al molo di Trapani (Intersos, Medici Senza Frontiere, Oim, Save the Children, Unicef e Unhcr) avevano espesso "profonda preoccupazione per il ritardo chiedendo di "agevolare urgentemente le operazioni di sbarco".

Recommended News

We are pleased to provide this opportunity to share information, experiences and observations about what's in the news.
Some of the comments may be reprinted elsewhere in the site or in the newspaper.
Thank you for taking the time to offer your thoughts.