Ilva, ombre su aggiudicazione ad Arcelor

Ilva Di Maio I piani non soddisfano

Ilva Di Maio I piani non soddisfano

"Prendiamo atto della lettera che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha appena fatto pervenire al Ministero dello Sviluppo Economico".

In serata, Di Maio ha ribadito che i piani ambientali e occupazionali presentati da Arcelor Mittal "non sono soddisfacenti".

Sui tempi Di Maio, aggiunge che "adesso l'interlocuzione è in corso" auspicando "in tempi brevi passi avanti". Seicento milioni di differenza quindi. Ma è sempre più difficile centrare l'obiettivo alla luce del nuovo fornte aperto da Emiliano.

Anche sotto il profilo degli investimenti la proposta avanzata da Am Invest.co è meno appetibile di quella di AcciaItalia: "AcciaItalia ha proposto investimenti per 3 mld di euro dei quali 1,1 per installare le tecnologie a basso impatto ambientale in grado di ridurre del 35% le immissioni di C02 e 0,9 miliardi per interventi ambientali e bonifiche per un totale di 2 mld di euro di investimenti a beneficio dell'ambiente e della salute". Ad oggi sono poco meno di 14mila i lavoratori Ilva. Qualora qualcuno sia convinto che l'emergenza ambientale e sanitaria sia finita, occorre che venga allo scoperto e che porti la documentazione in suo possesso, chiedendo al contempo - per onestà intellettuale - l'abrogazione delle norme che concedono l'immunità penale a chi gestisce l'ILVA. Questo per non diventare un monopolista con l'acquisizione di Ilva. "Durante l'incontro, la Fiom ha posto l'attenzione sull'Accordo di programma genovese, ribadendo come la sua attuazione sia l'unica strada per garantire il futuro dello stabilimento di Cornigliano".

E allora? Spiega una fonte sindacale coinvolta nella trattativa: "Si cerca di creare ostacoli quando si intravvede un possibile percorso positivo". Gioco di sponda tra Emiliano e Di Maio?

È bene allora ribadire ancora una volta che la fabbrica ionica - la più grande del settore manifatturiero nazionale per numero di addetti diretti (10.980) - resta un pilastro di larga parte dell'industria meccanica italiana che, in caso malaugurato di chiusura in riva allo Ionio, dovrebbe importare dall'estero a prezzi più alti i beni intermedi necessari ai suoi processi di trasformazione. "La responsabilita' e' di chi mi ha preceduto, non mia". Il consorzio che si è aggiudicato l'acquisto non commenta. Le loro condizioni sono buone. Sull'intervento dell'Anac nella gara Ilva, non nutre infine preoccupazioni l'ex ministro Calenda.

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