Nave Diciotti, Matteo Salvini indagato insieme ad un capo di gabinetto

Vi spiego perché Salvini dal suo punto di vista ha ragione e perché la sinistra ha perso tutto

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Nel registro degli indagati è finito anche il capo di gabinetto del ministro.

Matteo Salvini è indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio. "Qualche mese fa il procuratore di Agrigento (quello che mi sta indagando) diceva: 'Il rischio di terroristi a bordo dei barconi è alto". Queste contestazioni non possono più essere approfondite dalla magistratura ordinaria, ma saranno oggetto di valutazione del tribunale competente per i reati commessi dai ministri nell'esercizio delle proprie funzioni.

"È una vergogna essere indagati per difendere gli italiani serve la riforma della giustizia".

"Questa risposta concreta - ha aggiunto don Maffeis - ravvia la speranza e la possibilità che di fronte all'altro non ci si possa semplicemente chiudere alzando muri o barriere ma come ripete spesso il Papa occorre veramente aprire la porta del cuore e di un'accoglienza reale costruendo un ponte verso l'altro e accettando che l'altro porti la propria esperienza, ricchezza e cultura". Tutto materiale analizzato ieri mattina ad Agrigento dove è stata avviata una prima fase di verbalizzazioni finalizzate a ricostruire tempi e modalità con cui gli ordini sono arrivati e sono stati eseguiti.

Intanto, nella notte tra il 25 e il 26 agosto è stato completato lo sbarco dei 137 migranti che si trovavano ancora a bordo della nave. Aspetto un procuratore che indaghi i trafficanti e chi favoreggia l'immigrazione clandestina. Si tratta di Matteo Salvini, ministro dell'Interno, e del capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi.

L'Associazione nazionale magistrati aveva denunciato nel pomeriggio di sabato "interferenze" da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini nel lavoro della procura di Agrigento sul caso della nave Diciotti, ricordando che "nessun soggetto può sostituirsi ai magistrati". In circa 3 ore al Viminale hanno sentito, come persone informate sui fatti, il capo del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione prefetto Gerarda Pantalone, e il vice capo del Dipartimento, prefetto Bruno Corda.

Il ministro in questione, si è poi appreso, è Matteo Salvini.

"La procedura prevede che gli atti vengano trasmessi al procuratore della Repubblica di Palermo che, entro 15 giorni, li dovrà poi girare ala sezione del distretto di Palermo del Tribunale dei ministri, organismo composto da tre magistrati scelti per sorteggio ogni due anni e attualmente in carica". ha spiegato il presidente del Tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale.

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