Ponte Morandi, Autostrade pubblica la convenzione

Genova, scontro sulla ricostruzione. Toti:

Genova, scontro sulla ricostruzione. Toti: "La farà Autostrade". Di Maio: "No, lo Stato"

Sul futuro del ponte Toti ha spiegato che "Società Autostrade deve buttare giù il ponte, deve presentare il progetto, lo deve ricostruire e deve pagare il conto". "O darle agli stranieri, ma non possiamo mettere un'altra infrastruttura strategica in mani straniere, come hanno fatto in passato i partiti ad esempio per le telecomunicazioni". Secondo il titolare delle Infrastrutture, la tragedia di Genova "poteva essere evitata". Tutte le strutture da mantenere "sono monitorate attraverso un sistema di indicatori correlati allo stato di conservazione delle stesse: tali indicatori sono elaborati grazie ad una costante attività di sorveglianza e monitoraggio volta ad indentificare gli eventuali difetti presenti, la loro ubicazione, estensione, gravità ed evolvibilità". "La spesa progressiva per investimenti nel periodo regolatorio 2008 - 2017 ammonta a 16.483,31 milioni di euro, e risulta inferiore rispetto alle previsioni riportate dai Piani Finanziari nel medesimo periodo di riferimento, pari a 25.409,06 milioni euro, corrispondente a una percentuale di attuazione del 64,87%".

"Il capitale investito dalla maggior parte delle concessionarie era già stato ampiamente ammortizzato e remunerato, tra la metà e la fine degli anni Novanta". "Bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna ricominciare a programmare gli interventi per evitare che eventi di questo genere vengano a determinarsi - spiega ancora nel suo lungo intervento - senza dimenticare che i pedaggi oggi avrebbero potuto e dovrebbero essere drasticamente ridotti". "Quindi sullo stato attuale delle Convenzioni, essendo state escluse le amministrazioni, la responsabilità è unicamente politica". E ribadisce che per quanto riguarda le concessioni autostradali "l'unica soluzione è la nazionalizzazione", definendo "trasparenza fuori tempo massimo" il via libera da parte di Autostrade alla pubblicazione della convenzione con il ministero dei Trasporti. "Ma non mi fermerò, non ci fermeremo qui", ha detto il ministro. "Siamo un Stato di diritto: il nostro interlocutore per la ricostruzione è la concessionaria".

Di Maio, che sin dal giorno del crollo ha dato il via a una dura battaglia contro l'azienda dei Benetton, facendo partire le procedure per la revoca della concessione, gli risponde a muso duro su Twitter. "Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia ha deciso improvvisamente di voler fare trasparenza, cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico".

"Il crollo di Genova è un evento che conferma drammaticamente quello che questo governo ha sempre sostenuto: la prima grande opera è un imponente programma di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture esistenti" ha sostenuto Toninelli. Affidare la ricostruzione a Fincantieri e Cdp, ha aggiunto, "non è una decisione mia, è una decisione del governo che è compatto sul non permettere più a privati di speculare utilizzando risorse pubbliche".

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