Oettinger replica a Di Maio: "L'Italia versa 20 miliardi? È una farsa"

Commissione Ue contro Luigi Di Maio: “Che farsa. Ma quali 20 miliardi all’anno, l’Italia al netto ne versa solo 3”

Commissione Ue contro Luigi Di Maio: “Che farsa. Ma quali 20 miliardi all’anno, l’Italia al netto ne versa solo 3”

"Se si tiene in conto ciò che ottiene dal bilancio Ue, il risultato è un contributo netto di 3 miliardi l'anno", ha detto il commissario. L'Italia paga 14, 15, 16 miliardi di euro all'anno.

Giorgetti, Ue in difficoltà meno legittimata su conti - "Le regole europee di bilancio sono stabilite e vigilate dalla Commissione europea che in questo momento mi sembra in difficoltà".

A rivolgere domande all'esperta sono stati i giornalisti della redazione ANSA di Bruxelles, ma anche i lettori, che hanno inviato i propri quesiti sul tema dei fondi europei attraverso i profili Facebook e Twitter di ANSA Europa. Poi è intervenuto il commissario Oettinger, ricordando l'effetto boomerang del non assolvere agli obblighi del bilancio Ue. E alle recenti esternazioni della Ue risponde con parole forti il vice premier Luigi di Maio: "Secondo l'Europa il veto del governo italiano sul bilancio e sui contributi netti è una farsa".

Le affermazioni del commissario Oettinger sono sostanzialmente corrette. Dunque l'operazione matematica è presto fatta da Oettinger, al contributo versato dal governo di Roma, infatti, lui sottrae i contributi che arrivano all'Italia per i programmi di coesione, la ricerca e le infrastrutture.

Insomma, la cifra di 20 miliardi era e resta errata. Nel 2017 sono stati 9,8 miliardi, nel 2016 11,6 miliardi, nel 2015 12,3 miliardi e nel 2014 10,7 miliardi. Per la precisione nel 2016 siamo addirittura più vicini ai 2 miliardi e mezzo. "Agli italiani non chiederemo un centesimo di più", aveva ringhiato venerdì scorso, nel pieno della crisi sulla nave Diciotti, il vicepremier Luigi Di Maio, spalleggiato a stretto giro dal "collega" Salvini. E' un errore che a dire il vero, nel dibattito politico italiano si protrae nel tempo.

"Come i nostri colleghi hanno detto nei giorni scorsi - ha affermato - quando si tratta di accordi tra uno Stato membro e un Paese terzo occorre rivolgersi in primo luogo a loro, in questo caso alle autorità italiane".

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